The Blessed Beat > MiV

Approcciarsi ad un lavoro come quello proposto dai The Blessed Beat richiede un’apertura mentale non indifferente. Si tratta di un progetto che vede coinvolti tre ottimi musicisti che affondano il proprio background nella sperimentazione musicale tout court, basato su elaborazione sonora a cavallo di generi diversi, e concepito basandosi su un libro di Charles Bukowski.…

Anathème > Fujon

Secondo il folklore giapponese i Kodama sono degli spiriti che risiedono negli alberi. Il regista Hayao Miyazaki ha omaggiato questi esseri mitologici nel suo lavoro più maturo: Mononoke Hime. I francesi Anathème nel brano di apertura del loro disco citano il rumore assordante che viene provocato dai Kodama sugli alberi nel capolavoro del maestro giapponese. “Ruine” ci traghetta…

Like Animals > Feral

Dal freddo Ontario arrivano i Like Animals, band melodic mathcore. Dopo quattro EP dai risultati altalenanti, i canadesi tornano a farci visita con il loro quinto lavoro, Feral. Il disco in questione è composto da cinque pezzi per una durata complessiva di poco inferiore ai venti minuti; fin dal primo ascolto si nota come si…

Tempest > Tempest

(Autoproduzione, 2015) 1. Intro 2. A Grand Design 3. Shroud 4. Sunless Year 5. Atonement 6. Wounding Pattern 7. Deprivation 8. The Night Remains La glaciale e nera scuola del punk hardcore canadese non si smentisce nemmeno questa volta; con questo omonimo i Tempest, già attivi dal 2008, continuano inesorabili a dispensare tenebre sotto forma…

Carnero > s/t

(Autoproduzione, 2015) 1. Niente 2. La scelta del corpo 3. Incertezza 4. Tragica conseguenza 5. Credere 6. Ed infine macellati 7. Consuma A fine maggio di quest’anno i Carnero da Forlì sono usciti allo scoperto con questa prima e omonima opera, una presentazione che già fa pensare ad una band di tutto rispetto. Ci troviamo…

The Sunwashed Avenues > Lama King

I post-hardcorers elvetici The Sunwashed Avenues tornano sul mercato con il loro quarto album autoprodotto, una nuova fatica che non si allontana troppo dai precedenti lavori. L’apertura spetta all’incontenibile “Option”, brano che pare essere debitore ai The Dillinger Escape Plan, che dopo un incipit furioso scema repentinamente e si sposta verso lidi più delicati, grazie…