Eremit > Bearer of Many Names

Con Bearer of Many Names I tedeschi Eremit raggiungono la fine del precorso intrapreso nel 2019 con Carrier of Weight, e proseguito l’anno scorso con Desert of Ghouls, un’immaginifica trilogia che segue l’errare, fisico e spirituale, di un io narrante che batte le aride spoglie di una terra fantasma. Orchestrato con i ritmi granitici e…

Yautja > The Lurch

Se dall’anno scorso vi portate ancora dietro Stare Into Death and Be Still degli Ulcerate o, per andare un pò più nello specifico, Abscess Time dei newyorkesi Pyrrhon, non potete farvi sfuggire quel nero gioiellino del dissonant death che è The Lurch. Seconda uscita, a ben sette anni dal precedente Songs Of Descent, per gli…

Paperoga > Santa

Bello il nuovo dei Paperoga. Il duo marchigiano esce, a cinque anni dall’ultimo Te Amo, con una bombetta grind/noisecore di tutto rispetto, una grattugia musicale, questo Santa, assolutamente degna dell’attenzione di qualunque amante della musica poco gentile. L’album si compendia di otto brani per meno di venti minuti di durata, sviluppati senza un’apparente architettura comune…

Fossilization > He Whose Name Was Long Forgotten

Sono un grande appassionato di film horror e l’EP d’esordio dei brasiliani Fossilitazion mi ha fatto saettare nella testa, appena messo in riproduzione, le immagini dell’inizio de L’Esorcista. Quell’atmosfera pregna dei peggiori misteri, quella sabbia arida sotto la quale si celano orrori vecchi come il mondo… tutto è sovrapponibile alle ambientazioni evocate da questo He…

Wolf King > The Path of Wrath

Seguendo quella strada che per la prima volta fu battuta da Nails e Full of Hell agli inizi degli anni ’10, i Wolf King appartengono a quel nero esercito di formazioni che ibridano l’hardcore e il black, innervando il suono massiccio del primo con la viscida crudezza del secondo. Gruppi come Infant Island o Gulch…

Bongzilla > Weedsconsin

Dopo 16 anni da Amerijuanican tornano, con gli occhi rossi e il pastone in bocca, quei fattoni dei Bongzilla, manifestatisi il 20 aprile scorso (e quando sennò) con Weedsconsin, album dall’artwork psichedelico e dal suono corposo e dilatato, che ci presenta in nostri esattamente nella stessa offuscata forma in cui li si era lasciati più…

Blue Ox > Holy Vore

Quella di Paul Bunyan è una fiaba del folklore nord-americano che ha come protagonista un colossale boscaiolo nato con la barba che gira in lungo e in largo gli Stati Uniti vivendo surreali avventure in compagnia di Babe, il gigantesco bue blu. Tagliando tronchi di sequoie secolari in tutti gli USA Paul sarà di sicuro…

Fange > Pantocrator

A differenza di molte altre formazioni, che si sono limitate a esistere e a postare qualche stronzata su Instagram o Facebook, i Fange non sono stati con le mani in mano a guardare il 2020 scendere nello scarico del cesso. Lo scorso anno la formazione francese ha pubblicato un album, Pudeur, che unisce lo sludge-death…

Terminal Bliss > Brute Err/ata

Il 26 febbraio la Relapse Records licenzierà l’esordio dei virginiani Terminal Bliss, formazione nata poco più di un anno fa che tra le proprie fila conta membri di Iron Reagan, City of Caterpillars e Pg. 99, e che suona un hardcore punk classico e incazzato, senza vergogna di mostrare le proprie influenze sia dal punto…

Gulch > Impenetrable Cerebral Fortress

Prima della scoperta di questo Impenetrable Cerebral Fortress nulla sapevo dei californiani Gulch, e a metà dell’ascolto del lavoro, ero convinto di stare ascoltando un album uscito per Relapse Records. Invece a produrre il combo di San Jose è la Closet Casket Activities, un’etichetta la cui esistenza, mea culpa, ignoravo, e che si è rivelata…

Consumer > Consumer EP

Nati nella mai così marcia Catania dal sodalizio di tre loschi figuri da tempo attivi nell’underground italiano (tra le band di provenienza annoveriamo Fordomth, BuiOmegA, One Day in Fukushima…) i Consumer danno alle stampe il 3 aprile del corrente anno il loro omonimo EP d’esordio, un lavoro in tre episodi per venticinque minuti di suono.…