Paradise Lost > Obsidian

Mai dare per scontate le partite quando giocano i fuoriclasse… chiunque abbia contatti anche saltuari col mondo dello sport lo sa perfettamente, al cospetto del grande campione capace di inventare in ogni momento un colpo inatteso e decisivo non c’è previsione che tenga, non resta che sgranare gli occhi e applaudire. Quando poi il fuoriclasse…

Tethra > Empire of the Void

“We are made of star stuff”. Alzi la mano chi, al cospetto del celebre aforisma di Carl Sagan che ha certificato come uomini e stelle siano sostanzialmente un’articolazione diversa della stessa materia, non abbia provato un brivido di piacere, quasi che dalla condivisione di un’origine discenda automaticamente una promessa di una significativa permanenza nelle mappe…

Timeworn > Leave the Soul for Now

Perdita della purezza originaria e imborghesimento oppure naturale evoluzione e maturazione? Il dibattito intorno alle traiettorie artistiche delle band che, al succedersi dei rilasci, sembrano modificare gli assi pentagrammatici della loro proposta, è uno dei grandi classici che animano i metal cenacoli di ogni epoca e ad ogni latitudine, tra i lamenti e le imprecazioni…

Inno > The Rain Under

Dirigenti, allenatori, giornalisti, tifosi o chiunque si sia accostato in qualsivoglia veste alla religione degli sport di squadra lo ripeterĂ  fino allo sfinimento: la pura e semplice collezione di fuoriclasse non è di per sĂ© garanzia della conquista di un titolo da sfoggiare in bacheca, a fine stagione. Per raggiungere l’agognato traguardo, diranno, servono anche…

Suum > Cryptomass

Un’occasione per festeggiare, ma anche la presa d’atto dell’inesorabile scorrere del tempo… lo scoccare di un anniversario è sempre un’arma a doppio taglio, a maggior ragione quando la cifra oggetto della celebrazione assume i ragguardevoli contorni del mezzo secolo e se nel frattempo l’avvento di un nuovo millennio sembra invitare a considerare preistoria tutto ciò…

On Thorns I Lay > Threnos

Cambi di moniker, volatilitĂ  della line up, abbandoni dolorosi, pause di riflessione, reunion inattese, traiettorie musicalmente non sempre coerenti… in qualsiasi genere e a qualsivoglia latitudine la storia delle metal band è raramente riconducibile a un concetto di “stabilità”, quasi che per imperscrutabile volere divino la creativitĂ  debba obbligatoriamente viaggiare di pari passo con strappi…

Dark Matter > Nebula to Black Hole

“Chiudi gli occhi ed esprimi un desiderio”… non importa quante volte la vita si sia incaricata di smentire ciò che da bambini sembrava potesse bastare per trasformare i sogni in realtĂ , non importa quanto dolorosamente col passare degli anni si impari a mettere a fuoco i desideri cogliendone i tratti dell’illusione o dell’utopia, nessuna presunta…

The River > Vessels into White Tides

Un grande album d’esordio, una vocalist dal timbro magneticamente accattivante e un componente destinato a transitare, sia pur brevemente, nella line-up di una delle grandi promesse doom della terra d’Albione, cioè quei Warning di cui peraltro da troppi anni si attendono cenni di vita dopo il capolavoro Watching from a Distance… Era il 2006 e…

Hanging Garden > Into That Good Night

Un piano fatalmente preordinato dalle metal divinitĂ , una coincidenza o la normale dinamica delle calendarizzazioni redazionali? Qualunque sia l’opzione corretta, è un dato di fatto che la tempistica delle recensioni a volte riesce ad apparecchiare strane coincidenze e sembra divertirsi a fornire a stretto giro di posta soluzioni a problemi evidenziati in testi di fresca…

Officium Triste > The Death of Gaia

“Questo non ancora, ma il prossimo sarĂ  sicuramente l’album della loro consacrazione definitiva”… E’ diventato una sorta di mantra in modalitĂ  “marchio di fabbrica”, quello che da ormai un quarto di secolo accompagna (e in parte tormenta) la carriera degli Officium Triste, sempre sul punto di spiccare il volo definitivo verso la sommitĂ  dell’Olimpo doom…