Invernoir > Aimin’ For Oblivion

“I Saturnus in mezzo, Draconian e Swallow the Sun sulle fasce et voilà, l’attacco della nostra squadra è pronto per sfidare qualsiasi avversario…”. Nei panni di un improbabile commissario tecnico chiamato ad allenare una nazionale doom in un non meno improbabile campionato metal mondiale, risponderei probabilmente così, alla domanda sulla formazione-tipo da schierare per esaltare…

Endless Chain > Agony

Colpo di fulmine travolgente o innamoramento a fuoco lento? Al cospetto di una qualsivoglia produzione artistica, al di là del suo valore intrinseco, il primo dilemma più o meno consapevolmente da affrontare è se e quanto la classica “prima impressione” risulterà decisiva ai fini della valutazione finale, sapendo che, in entrambi i casi, posizioni troppo…

Earth Ship > Soar

Ci siamo recentemente occupati in sede di recensione dell’ultimo lavoro degli irlandesi Partholón, dello stato di salute eufemisticamente non troppo rassicurante del movimento sludge e già in quella circostanza avevamo sottolineato come una delle possibili vie d’uscita per superare il momento di difficoltà possa essere il ricorso a contaminazioni e ibridi con generi più o…

Kingcrow > Hopium

Dal rifiuto della forma canzone al concetto di suite pentagrammatica, dalla ricerca ossessiva dei cambi di ritmo agli arrangiamenti meticolosamente curati, dalla passione per i virtuosismi a un apparente distacco emotivo che sconfina nella freddezza, il tutto condito da autocompiacimento e autoreferenzialità… Sull’universo prog, nel corso degli anni, è stato detto e scritto di tutto,…

Coroza > As Within

Tra le infinite strade che possono condurre all’incontro con nuovi moniker in emersione dall’inevitabile fase di apprendistato di inizio carriera, farsi catturare o almeno ben disporre a priori dall’artwork di una cover non è probabilmente l’approccio più ortodosso, ma confesso che qualche volta cedo volentieri alle lusinghe grafiche confidando in una corrispondenza tra immagini e…

Madder Mortem > Old Eyes, New Heart

Ispirazione, idee, classe, voglia di sperimentare, capacità di maneggiare diversi registri sonori e una carriera ultratrentennale… se mai esistesse un manuale consultabile non diciamo per una garanzia di successo planetario ma anche solo per una meritata visibilità, probabilmente sarebbero questi, i titoli dei capitoli più importanti e significativi, a patto però di premettere a qualsiasi…

State Of Non Return > White Ink

“La sacralità vista da una prospettiva differente e magnifica. Linee di basso che hanno fatto scuola e una batteria assolutamente fuori scala fanno di questo disco il punto di non ritorno di tutto quello che è di origine stoner e doom. Una sola traccia che vale una carriera: “State of Non-Return”. Difficile fare meglio.”. Così, una decina di anni…