Uncoffined > Ceremonies of Morbidity

Dalla Gran Bretagna arriva una delle proposte più malsane, pesanti e tetre del da poco concluso 2016: gli Uncoffined, death/doom band composta per lo più da membri dei death/crusters Winds of Genocide (autori di un ottimo album di debutto nel 2015), ci consegnano un album che è una mazzata di un’ora di pesantissimo death/doom dritto…

Atrament > Eternal Downfall

    Dopo il buon assaggio di DemoMMXV, uscito nel 2015, ci troviamo di fronte a questo debutto furioso e senza fronzoli dei californiani Atrament, i quali decidono di puntare tutto sulla negatività e l’ignoranza espressa in musica. Le undici tracce che compongono il lavoro sono fucilate alle spalle e mani nel tritacarne, ritmi veloci…

Eleanora > Allure

  È dura, molto dura avere qualcosa di interessante da dire se, nel 2016, si propone musica come gli Eleanora: l’ormai ben noto mix tra post-hardcore e “sludge” (etichetta ormai decisamente abusata), con le varie derivazioni black, crust e via discorrendo, sulla strada aperta ormai qualche decennio fa dai maestri Neurosis e ripresa, appunto con…

Downfall Of Gaia > Atrophy

Giunti alla quarta prova sulla lunga distanza, i tedeschi Downfall of Gaia possono a pieno diritto essere considerati dei pesi massimi del post-black europeo. L’uscita di questo Atrophy era dunque attesa con una certa curiosità, anche per il cambio di formazione che ha visto uscire lo storico chitarrista Peter Wolff e l’ingresso in formazione, al…

Ancst > Moloch

  Attivi dal 2011, i tedeschi Ancst (ex Angst) si fecero notare per l’ottimo EP The Human Condition, uscito nel 2013, proponendo un travolgente black-crust che aveva suscitato un discreto interesse. Ci sono voluti altri tre anni per giungere a questo Moloch, primo full-length di una band in realtà iperattiva sia in studio (innumerevoli gli…

Hierophant

Con il recentissimo “Mass Grave”, gli Hierophant hanno completato la transizione dal “post hardcore” della loro prima parte di carriera al death metal attuale. Di questa evoluzione, della loro nuova etichetta Season of Mist, della “scena” italiana ed altro ancora abbiamo parlato con la band, per tramite di Lorenzo Gulminelli, chitarrista, principale compositore ed ormai,…

Vorvan > Once Love Was Lost

  I Vorvan sono un quartetto di Mosca, e con questo Once Love Was Lost giungono alla prima pubblicazione sulla lunga distanza dopo un paio di split ed un EP. Siamo dunque di fronte ad una proposta che giunge dall’estremo oriente europeo, ma sentendo il disco potremmo tranquillamente parlare di una band americana, tanto per…

Implore > Thanatos

Avevamo lasciato gli Implore con l’uscita di Depopulation e non si può certo dire che i Nostri si siano riposati nell’anno trascorso nel frattempo. Reduci da una lunga serie di date in tutto il mondo ed uno split coi famigerati ACxDC (uscito a Marzo di quest’anno), i Nostri si ripresentano con una line up rinnovata…

Lambs/Ill Neglect > Trisma

Lo split è uno strumento multitasking: serve a due o più band a farsi conoscere dal rispettivo pubblico, ad aggiornare il proprio sound, a “tenere calda” l’audience in vista di future uscite. A tutti questi scopi serve Trisma, in cui i tedeschi Ill Neglect e gli italiani Lambs propongono due inediti ciascuna. Gli Ill Neglect,…

Usurpress > The Regal Tribe

Daniel Ekeroth è uno che la scena death svedese di fine anni ’80 / primi ’90 l’ha vissuta appieno: ne ha fatto parte, con risultati abbastanza mediocri a dire il vero, in termini di popolarità (forse qualità), ma ne ha soprattutto narrato le gesta in numerose fanzine persesi nella notte dei tempi e nel volume…

Trap Them > Crown Feral

  Una garanzia. Così potremmo definire i Trap Them, giunti ormai alla sesta prova sulla lunga distanza (più quattro EP ed uno split, se non sbagliamo i conti) senza praticamente sbagliare un colpo. Crown Feral, nuova fatica di McKenney & co., conferma lo status di prim’attore della band di Seattle nella “scena” crust/grind mondiale –…