Unfathomable Ruination > Finitude

Correva il 2012 quando in terra d’Albione veniva alla luce il primo full-length dei brutal-deathsters Unfathomable Ruination, intitolato Misshapen Congenital Entropy. Lo stile dei britannici si è dimostrato subito curato e facilmente riconoscibile, in quanto basato su una solida matrice U.S death metal rivisitata secondo canoni moderni, capace di mettere in risalto una preparazione tecnica…

Phantom Winter > Sundown Pleasures

Dopo il primo assaggio del 2015, con l’album Cult, avevamo già intuito cosa poteva essere la forma di questa creatura nata da due costole degli Omega Massif. La sostanza, uno sludge/post metal nero come la pece, è in gran parte la stessa, ma Sundown Pleasures raggiunge nuove vette compositive rispetto al suo predecessore. L’album è pesante,…

Nick Cave & The Bad Seeds > Skeleton Tree

“You fell from the sky, crash landed in a field.” Basta questa frase per introdurre il nuovo lavoro dell’ultimo vero bohémien del mondo della musica, quel Nick Cave che dopo aver sperimentato ogni forma di droga, blasfemia e esasperazione, si era quasi quietato con l’alterno Push the Sky Away. E invece no, il vero cantore…

Sunpocrisy > Eyegasm, Hallelujah!

Seconda opera per i bresciani Sunpocrisy, campioni nostrani di un death-prog assai evoluto che gioca tra melodie che ricordano i tedeschi The Ocean – quelli della prima parte di carriera, perlomeno – ed il post-rock barocco, coltissimo dei Red Sparowes; nei momenti più marziali, persino i Gojira. Queste le coordinate principali di Eyegasm, Hallelujah!, seconda…

Heaven Shall Burn > Wanderer

Dopo vent’anni di carriera, ed ormai all’ottavo disco in cui hanno esibito una formula consolidata, è difficile attendersi novità dagli Heaven Shall Burn. Il gruppo tedesco ha avuto, fin dai primissimi dischi, una continuità stilistica e compositiva mai davvero scalfita dal passare degli anni: non cercano novità e non ne propongono. È forse possibile dividere…

0N0 > Reconstruction and Synthesis

Il trio slovacco 0N0, a cinque anni di distanza dal debutto Path, rilascia un nuovo album intitolato Reconstruction and Synthesis. Il disco mescola saggiamente industrial death con doom metal, muri sonori devastanti si incastrano a passaggi più lenti e melanconici che creano atmosfere dense e opprimenti. Un disco difficile da identificare nella “ristretta” cerchia dei…