The Glad Husbands > Safe Places

Sono passati diversi anni dall’esordio dei The Glad Husbands e, dopo un cambio di formazione dietro le pelli e l’abbandono definitivo delle quattro corde a favore della chitarra da parte di Alberto Calandri, tornano più a fuoco che mai con Safe Places. Le coordinate stilistiche sono le medesime del disco d’esordio: si parla di un…

Ken Mode > Loved

Vi è mai capitato di ricevere uno schiaffo, smaltire la scarica di adrenalina e non capire il perché, continuando ad interrogarvi ad oltranza? Ecco, Loved dei KEN Mode è più o meno questo concetto espresso in musica. L’album è un cambio di direzione per la band canadese, che perde la vena indie e si concentra…

Ventura > Ad Matres

Dopo sei anni tornano i Ventura con Ad Matres. Il quarto disco in studio in oltre un decennio, sancisce definitivamente la maturità compositiva della band. Il cambio di line-up dietro le pelli non ha stravolto la proposta, che rimane ancorata a radici noise anni ’90. Quello che traspare in maniera piuttosto evidente è come sia…

Kokomo > Totem Youth

Il sottobosco musicale europeo è ricco di sfumature. Negli ultimi anni una vera e propria scena di band per lo più solo strumentali ha preso piede, sfociando in realtà piuttosto seguite con il Dunk! festival che si tiene in Belgio tutti gli anni. Ed è proprio tramite filmati di questo festival che venni alla conoscenza…

Ventura > Ultima Necat – 2013

Gli elvetici Ventura con il loro terzo lavoro confermano il loro incondizionato amore per gli anni 90 spostandosi in territori più vicini allo shoegaze piuttosto che al noise del precedente We Recruit rilasciato sempre dall’etichetta Africantape nel 2010. Le chitarre rimangono distorte e dissonanti ma il mood generale è più sognante e plumbeo. “Body Language”…

Green Oracle > S/T

In attività dal 2013, i Green Oracle rilasciano il loro debutto, Green Oracle, per Argonauta Records. Diviso in tre lunghe tracce, il loro esordio denota una buona maturità compositiva e le idee piuttosto chiare sulla strada da percorrere. Il disco si può intendere come un’unica esperienza sensoriale. Nell’iniziale “Please” il trio attinge dalle sonorità telluriche…