Egestas > Oltre Le Rovine

Si fa un gran parlare, in ambito dell’underground brutto che piace a noi, di blackened hardcore, corrente che negli ultimi anni sta vivendo un periodo di grazia con tutta una serie di band e uscite di rilievo – in varie declinazioni, pensiamo a Hexis, Plebeian Grandstand, Ancst, e agli Oathbreaker che dall’underground sono a un…

Confine > RRR

Provenienti dal medesimo brodo di coltura dei vari Hobos, Zeit e – qualche km più in là – Storm{o}, i Confine sono un quartetto veneziano attivo ormai da circa cinque anni. Se avete un’idea dell’ambiente da cui provengono i ragazzi veneti – roba da centri sociali, zecche buoniste e Venezia Hardcore – avete già un’idea…

(EchO) > Below The Cover of Clouds

Sono trascorsi ben otto anni da quando l’onda sonora dei bresciani (EchO) – ben rappresentata dalle parentesi contenenti il monicker – si è propagata per la prima volta nel sottobosco underground della penisola, attraverso il loro primo lavoro sulla lunga durata, Devoid of Illusions. Da allora, il doom death ceruleo delle origini si è progressivamente…

vivienne - yurei

Vivienne > Yurei

Uscito a fine 2019, per Scatti Vorticosi, Yurei è il primo EP dei mantovani Vivienne. Ed è un concept album che si ferma a riflettere sulle categorie dei yurei, che sono quei fantasmi giapponesi che infestano qualsiasi cosa, rimanendo intrappolati in questo mondo fino a che non sciolgono quei nodi rimasti insoluti relativamente alla loro…

Chivàla / Suirami > Split

Una delle release post-hardcore italiane più interessanti del 2019 si concretizza con lo split album dei Chivàla e Suirami. I primi sono un gruppo di Forlì formatosi nel 2017, mentre i secondi un gruppo di origini baresi attivi dal 2014. L’omonimo split si apre con due tracce appartenenti ai Chivàla. La prima, “Caduta”, si divide…

Trépas > L’héritage du monde

Nati dalla collaborazione di membri già attivi con formazioni quali Morgue, Survival Instinct e altre ancora, i Trépas arrivano nella fine del 2019 al debutto, questo L’héritage du monde rilasciato tramite Sepulchral Productions. L’atmosfera gelida che si respira per gran parte dell’anno in Canada, loro nazione d’origine, traspare dai quaranta minuti offerti da questo album,…

Inez > Now

“Mystic Americana Desert Pop”: basterebbe una simile definizione, a tratti stravagante, a tratti persino inconsueta e pretenziosa, accompagnata da un artwork tanto essenziale quanto di impatto ad incuriosire al cospetto del più recente lavoro della cantautrice Ines Brodbeck. Nata e cresciuta a Basilia – in uno dei contesti più lontani dunque, perlomeno concettualmente, dalle lande…

The River > Vessels into White Tides

Un grande album d’esordio, una vocalist dal timbro magneticamente accattivante e un componente destinato a transitare, sia pur brevemente, nella line-up di una delle grandi promesse doom della terra d’Albione, cioè quei Warning di cui peraltro da troppi anni si attendono cenni di vita dopo il capolavoro Watching from a Distance… Era il 2006 e…

Rorcal - Muladona

Rorcal > Muladona

La Muladona è una creatura del folklore – non ho ben capito se di quello catalano o messicano – la donna mulo appunto, con corpo equino e testa di donna. Qualche anno fa Eric Stener Carlson ci scrisse una storia omonima, ambientandola in Texas, le cui suggestioni narrative stanno alla base di questo nuovo e…

The Glad Husbands > Safe Places

Sono passati diversi anni dall’esordio dei The Glad Husbands e, dopo un cambio di formazione dietro le pelli e l’abbandono definitivo delle quattro corde a favore della chitarra da parte di Alberto Calandri, tornano più a fuoco che mai con Safe Places. Le coordinate stilistiche sono le medesime del disco d’esordio: si parla di un…

Suzan Köcher’s Suprafon > Poisonous Ivy

Dopo l’interessante esordio While The Moon Bordeaux, i talentuosi Suzan Köcher’s Suprafon tornano con quello che potremmo definire il secondo capitolo di un viaggio psichedelico. Quest’ultimo sembra concentrarsi ancora di più sulle potenzialità’ musicali di questa interessante band. Ideato a seguito di un’ esperienza praghese -così almeno dice la leggenda- Poisonous Ivy propone fin dall’inizio sonorità’ più spaziali…