Plateau Sigma > Symbols – The Sleeping Harmony of the World Below

Quantità, varietà e qualità… un ipotetico sommelier avrebbe davvero solo l’imbarazzo della scelta, nel dover consigliare come preferibile uno degli assaggi della doom vendemmia tricolore di questo autunno 2019, a tutti gli effetti una delle più generose che si ricordi a memoria di genere per contemporaneità di uscite caratterizzate dai tratti dell’imprescindibilità. Iniziata con i…

Ancient VVisdom

Ancient VVisdom > Mundus

Laddove oggi qualsiasi notizia, gossip incluso, relativa ai Ghost viene spaventosamente sovradimensionata col risultato che la band di Tobias Forge risulta tra le più chiacchierate del panorama metal (?), lo stesso non si può dire per i corrispettivi texani della band svedese, gli Ancient VVisdom, che pure erano stati scelti proprio da Forge per aprire…

Opium Lord > Vore

Gli inglesi Opium Lord si erano presentati quattro anni fa con The Calendrical Cycle: Eye of Earth, disco che, pur non essendo particolarmente incisivo, nel suo essere grezzo e schietto ha fatto intravedere dei margini di miglioramento discretamente ampi. Vore, suo successore, si pone proprio l’obiettivo di migliorare dei risultati ancora troppo incerti per farsi…

Raventale > Morphine Dead Gardens

13 anni, ovvero 52 stagioni, o 156 mesi, o 4.745 giorni… immaginiamo di interrogare una platea di incalliti musicofili su cosa possa rendere plasticamente e immediatamente l’idea del lasso di tempo trascorso dal 2006 al 2019 e, terminato il conteggio puramente matematico, possiamo scommettere che non ci vorrà molto per sentirsi dire “ah, certo, sono…

Alchemical Wake > Cassiopea

Buio, vuoto e silenzio, tutti insieme e rigorosamente assoluti. Al netto di licenze poetiche e di filosofiche congetture, gli sconfinati spazi interstellari sono stati per millenni il regno incontrastato dell’ignoto e dell’inquietudine che accompagna inevitabilmente l’umano contatto con tutto ciò che per definizione si aggira intorno al concetto di infinito. Solo di recente la Scienza…

Destroyer of Light > Mors Aeterna

«Egli, vegliardo, ma dio di cruda e verde vecchiaia, spinge la zattera con una pertica e governa le vele e trasporta i corpi sulla barca di colore ferrigno.» È così che nel VI libro dell’Eneide viene magistralmente descritto Caronte, traghettatore dell’Ade che, come psicopompo, aveva il compito di trasportare le anime da una riva all’altra…

Bretus > Aion Tetra

“In direzione ostinata e mai contraria…”. Ci scuserà, il sommo Faber, se ci permettiamo di scomodare, oltretutto modificandolo, uno dei passaggi più significativi della sua “Smisurata Preghiera”, ma niente più di una pillola del tocco poetico del Maestro dei Caruggi può essere utile per fotografare la carriera di un quartetto da tempo assiso sui gradini…

Green Oracle > S/T

In attività dal 2013, i Green Oracle rilasciano il loro debutto, Green Oracle, per Argonauta Records. Diviso in tre lunghe tracce, il loro esordio denota una buona maturità compositiva e le idee piuttosto chiare sulla strada da percorrere. Il disco si può intendere come un’unica esperienza sensoriale. Nell’iniziale “Please” il trio attinge dalle sonorità telluriche…

Book of Wyrms > Remythologizer

Difficile stabilire con precisione filologica da quanti anni le band stoner/doom abbiano cominciato a comparire con la stessa frequenza della sigaretta dopo il caffè. Ancora più difficile comprendere perché esse abbiano cominciato a prolificare in ogni cantone, fisico o virtuale, del nostro globo. Difficile ancor più credere che questo fenomeno abbia vita lunga, o peggio…

Aseethe > Throes

Assodato quanto il doom metal, ad oggi, goda di buona salute, dimostrata quantomeno in termini sia di qualità che di quantità della proposta, è doveroso esaminare anche la forma assunta da tale panorama, scoprendo come e quanto essa sia mutata dai suoi albori ad oggi, in più di trent’anni di iterazione. Il caso del doom…

Roadburn Festival 2019

Ed è finalmente arrivato. Terzo anno e terzo Roadburn Festival per il sottoscritto, che non si è lasciato scappare l’opportunità di vedere dal vivo diversi nomi che non è così facile vedere in un colpo solo. Ci scusiamo per il mostruoso ritardo con cui arriva questo report, ma non è stato facile trascrivere quanto vissuto…

Inter Arma > Sulphur English

Gli Inter Arma non dovrebbero avere bisogno di tanti preamboli. La band di Richmond è arrivata quest’anno al quarto full length, Sulphur English, uscito sempre per Relapse. E’ un album che però, stavolta convince a tratti, sicuramente nella seconda metà dell’album. Dalla delicatezza di “Stillness”, brano legato a filo doppio con il singolo “Howling Lands”,…