Jagged City > There Are More Of Us, Always

I Jagged City sono un formidabile progetto nato dalla collaborazione creativa tra Jake Woodruff (Defeater) e Carlos Torres (ex-turnista degli Explosions in the Sky), a cui si è aggiunto il batterista e produttire Urian Hackney per dare più corpo e tensione nelle strutture. Il loro mondo onirico è nato tutto per gioco con idee sperimentali…

Megadeth > Megadeth

Avviso ai lettori: le opinioni sono sacrosante. Le cazzate un po’ meno. E di queste ne ho lette parecchie negli ultimi giorni, soprattutto da quando è uscito il nuovo, ed ultimo, album in studio dei Megadeth. Intitolato semplicemente Megadeth, il diciassettesimo disco suona esattamente come dovrebbe suonare dopo quaranta e passa anni di carriera. Un…

Kröwnn > Santa Somnia

Quarta prova sulla lunga distanza per i veneziani Kröwnn che, con questo Santa Somnia, vanno ad arricchire la loro rocciosa proposta doom metal con parti quando più thrash, quando classic e persino con qualche accento punk rock (e altro, come vedremo più avanti). La formazione vede i due fondatori Michele Carnielli a voce e chitarra…

Diespnea > Radici

Quando leggo il termine “black metal”, la mia mente ha un guizzo pavloviano e vola dritta al grande Nord, al freddo, alla neve, al frozen by icewinds (cit.), e a notti senza luce che non finiscono più. Ecco, dimenticatevi tutto questo, perché il black metal proposto dai Diespnea affonda le sue radici nel caldo, nell’aridità…

Archvile King > Aux Heures Désespérées

Les Acteurs de l’Ombre Productions è sinonimo di qualità e, quando un prodotto esce per l’etichetta francese, abbiamo già la certezza che sarà degno di nota. Confermiamo quanto scritto e più volte ribadito nel presentare Aux Heures Désespérées, secondo full-length della one-man band francese Archvile King. Il progetto, partorito dalla mente del polistrumentista di Nantes Baurus sul finire del 2019,…

kariti > still life

Alle volte ci si imbatte in dischi di indicibile bellezza senza sapere nulla dell’artista che ci sta dietro. È il caso di still life, ultimo disco di kariti, origini russe, adottata dalla nostrana Trieste, e del suo dark folk, così lo definiscono quelli che hanno già avuto modo di gustarsi gli album precedenti, tutti sotto…

deeper graves > PULL ME TOWARD THE DARK

Sono passati quattro anni dal precedente The Colossal Sleep ma il tempo sembra essersi fermato per Jeff Wilson e il suo progetto deeper graves. Attivo (o precedentemente attivo) in band come Chrome Waves, Abigail Williams e Nachtmystium, il Nostro continua imperterrito il proprio percorso nel gothic (rock) e post-punk anni Ottanta/Novanta (con piacevoli rimandi finanche…

Hum > three

Nati nel 2019, i tedeschi Hum (Harri Gottschalk voce e chitarra, Martin Krause basso e seconda voce e Florian Schnaith batterista) tornano, più di tre anni dopo l’esordio con ONE, con il loro nuovo album three prodotto dalla Tonzonen. La prima traccia del disco, “threetoone”, è una vera e propria intro dall’influenza stoner, un suono…

Oslo Tapes > Låst Comet

Il carismatico progetto abruzzese Oslo Tapes si riaffaccia sulle scene con un nuovo capitolo eccellente, Låst Comet, ricco di nuove idee e una timbrica cosmica importante sotto la produzione di diverse etichette, che accolgono sotto la loro egida una delle migliori realtà italiane nell’attuale panorama musicale. La traccia d’apertura “Inhuman Witch” accende un segnale pulsante…

Ashbringer > Subglacial

Quinto full in poco più di dieci anni di attività, Subglacial riporta gli americani Ashbringer sulle coordinate sonore più care alla band di Nick Stanger, quel mix di shoegaze, post-rock, black atmosferico cascadiano e folk cantautorale che ha contraddistinto in percentuali diverse ogni album degli statunitensi, con una divagazione più vagamente sperimentale con il precedente…

Summoning Hellgates > Spear of Conquest

I Summoning Hellgates sono il progetto di due tizi a me ignoti, che già militano in band dedite al macello sonoro più becero, ossia Aversio Humanitatis e Sota De Bastos. Uscendo per un’etichetta come la gloriosa Osmose (che vive di un presente più chi dignitoso, andando ancora alla ricerca di band meritevoli di attenzione) già…

Galibot > Euch’mau Noir bis

Con il termine “galibot” si sono identificati, a cavallo tra il XVIII e il XX secolo, tutti quei bambini di età compresa tipicamente tra i 12 e i 14 anni impiegati nelle miniere di carbone nel nord della Francia. Non si tratta di un termine dispregiativo quanto più di un termine descrittivo, che veniva assegnato a…