Nel 2020 un disco su tutti ha avuto in larga scala fortissima risonanza, accogliendo commenti entusiasti da fonti autorevoli e pubblico eterogeneo. Il disco in questione risponde al nome di Éons e rappresenta il secondo lavoro dei Neptunian Maximalism, collettivo di musicisti belgi la cui opera può essere sommariamente definita come un gigantesco ed originale calderone nel quale spunti avant-garde jazz, canti tribali, elementi drone metal e zeuhl hanno saputo indirizzare il concetto stesso di psichedelia verso nuove disorientanti esplorazioni sonore. Dall’eccentrico universo Neptunian Maximalism una serie di interessanti progetti satelliti hanno visto la luce nel corso dell’ultimo anno e mezzo. Ultimo in ordine di tempo è ZAÄAR, risultato dell’unione di sforzi creativi del polistrumentista Guillaume CZLT Cazalet (attivo anche con i progetti ÔROS KAÙ e SOL KIA), del sassofonista Jean Jacques Duerinckx, delle ritmiche di Sébastien Schmit e Hugues Philippe Desrosiers, e dei synth di Didié Nietzch.
Magická Džungl’a, questo il titolo del debutto di ZAÄAR uscito per la super prolifica I, Voidhanger Records nel novembre scorso, in collaborazione con WV Sorcerer Productions ed Homo-Sensibilis Sounds è rappresentazione in musica di un cluster cosmico di intersezioni drone in cui convivono rifuggendo da qualsiasi incasellamento suoni primitivi, improvvisazioni free-jazz e sezioni di world music lasciate libere contorcersi in un delirante flusso di coscienza per tutta la durata dei sei brani di cui si compone. Prendendo le distanze dai pattern magniloquenti del droni chitarristici di Éons in favore di un approccio meno intenzionale e ragionato, il disco muove i suoi passi in maniera aleatoria e disorientante, lasciando l’ascoltatore in balìa di un’entità musicale senza dubbio spiazzante e assolutamente poco adatta al facile ascolto. Tra vigorosi ottoni gorgoglianti che rimandano a preludi di battaglie tribali ed estemporanei tappeti sintetici intercalati da percussioni frammentate ed impressionistiche i novanta minuti di Magická Džungl’a si manifestano come un’incursione di musica ritualistica alla scoperta di una realtà multidimensionale ricercata nell’estro del momento e sovvertendo ogni regola precostituita, approccio tipico di un certo free-jazz delle origini come quello dei Sun Ra o dell’ultimo Coltrane.
La riflessione che scaturisce da un lavoro di tale portata ed entità è forse l’aspetto più interessante di un esordio tutto sommato ben riuscito e confezionato. Può il genere umano, collocato in una modernità che avanza talvolta più velocemente dei ritmi che è abituato a sostenere, permettersi di dimenticare le sue origini? In quale misura possiamo continuare a far finta che la natura selvaggia e primitiva non lo riguardi più? Ma soprattutto, quale futuro lo attenderà in una società che sembra aver perso completamente un senso di fascinazione e meraviglia verso l’ignoto?
(I, Voidhanger Records, WV Sorcerer Productions, Homo-Sensibilis Sounds, 2021)
1. Respiration aérobie
2. Multicellularité des cyanobactéries
3. Eucaryotes et reproduction sexuée
4. Sortie de l’eau et seconde oxygénation
5. Explosion cambrienne
6. Grande oxydation