
La scena musicale attuale si conferma ricca di nuove idee sofisticate e per non essere da meno l’etichetta tedesca Pelagic Records accoglie con entusiasmo il super progetto consolidato New Miserable Experience, un combo di musicisti notevoli provenienti dal genere metal estremo e post-metal, con nomi di spicco come Brody Uttley (Rivers of Nihil), Bruce McMurtrie e David Grossman (entrambi dei Rosetta). In questo nuovo lavoro Gild The Lily veniamo sorpresi in maniera positiva da uno stimolante percorso che va verso il synth rock e l’elettronica, riducendo la quantità di riff massicci per abbracciare un sound più ampio e visionario, che collega l’insieme di parti sofisticate e accoglienti.
I Nostri danno il via all’album sulle note pulsanti di “Heartsick” con il nucleo principe dell’intero capitolo, cioè la batteria digitale programmata che avvolge la linea vocale dolce e i piccoli accenti quasi robotici, che mescolano un’atmosfera unica e godibile. Un brano emotivo che ci apre la strada a una storia lucida e fragile. Segue “Ordinary People” sulla stessa scia, mantenendo le sonorità new wave in stile Depeche Mode, in questo caso però dopo la prima parte vocale sensibile e classica il ritornello si prende tutta la scena con un timbro immenso e di grande fattura. “The Devil We Know” invece aggiunge un accento di cattiveria sopra il tappeto di sintetizzatori magnetici e le distorsioni ruvide che provano a tenere botta, sotto il livello musicale prezioso e ben schematizzato. Con “House of Denial” poi l’oscurità si prende un attimo di tranquillità trascinando l’ascolto versi lidi dark wave, con il ritornello incantevole che si collega al breve intermezzo malinconico di “Infinite Sadness”. Proseguiamo con uno dei brani più lunghi e ipnotici, “Payback From God”, senza dubbio il migliore della posta. La voce di Grossman qui si sposta all’interno di un impulso elettronico che tocca nel profondo della nostra mente. La seconda parte del disco si aziona sul suono teso in “Yours to Bury” e il sottofondo carico di dramma, per poi passare al tocco deciso e martellante di “Perfect Things”, un’altra composizione interessante che sfora nell’industrial polveroso, mentre con “Letters to Insomnia” si calmano gli animi in un caloroso pezzo che ricorda “Sextape” dei Deftones. Il trittico finale infine ci accarezza dolcemente con “Perfect Blue” mantenendo le atmosfere sognanti ed è coerente con il finale ipnotico di “Running the Fear of it Dry” prima, e con “Ataraxia” poi, l’ultimo brano che conclude al meglio quest’opera trasmettendo una sensazione narrativa e orchestrale.
Gild The Lily nel suo complesso è un album preciso e ben realizzato, che lascia sulla pelle un ricordo elaborato senza strafare troppo ed esplora paesaggi sonori di estrema qualità, uscendo dalla zona di comfort abituale.
(Pelagic Records, 2026)
1. Heartsick
2. Ordinary People
3. The Devil We Know
4. House of Denial
5. Infinite Sadness
6. Payback From God
7. Yours to Bury
8. Perfect Things
9. Letters to Insomnia
10. Perfect Blue
11. Running the Fear of it Dry
12. Ataraxia


