
I Summoning Hellgates sono il progetto di due tizi a me ignoti, che già militano in band dedite al macello sonoro più becero, ossia Aversio Humanitatis e Sota De Bastos. Uscendo per un’etichetta come la gloriosa Osmose (che vive di un presente più chi dignitoso, andando ancora alla ricerca di band meritevoli di attenzione) già sappiamo di cosa andremo ad ascoltare: gli spagnoli debuttano con questo EP che prende il black metal più rozzo e infernale, lo mischia con piccole, ma ugualmente letali, dosi di un death metal soffocante, andando così a forgiare un sound che, ovviamente, non ha nell’originalità il suo pregio migliore; sono sicuro che i Nostri non fossero interessati a diventare la cosa nuova in ambito estremo, preferendo comporre un lotto di canzoni pesanti, cattive, sporche, che vanno a centrare un obiettivo che spesso viene trascurato: il divertimento.
Già, è così, durante l’ascolto di questi 21 minuti scarsi, mi sono divertito da matti; mi sono ritrovato a scimmiottare il drumming selvaggio, a fare air guitar in mezzo al salotto, a growlare – malamente – mentre i miei gatti mi abbandonavano al mio destino lasciando la stanza, miagolando le peggio congetture sulla mia salute mentale. Ma che devo farci? Chi ama il metal sa che quando parte la brocca, l’unica cosa che si può fare è dargli dietro. I Summoning Hellgates hanno tutto per piacere: logo figo e sufficientemente intricato, copertina bellissima – come quelle che si facevano una volta – e brani che hanno al loro interno tutti i dettami dei generi che vi ho accennato poco sopra. La produzione è pulita il giusto, gli strumenti si amalgamano bene anche nei momenti più concitati, non c’è mai quella fastidiosa sensazione di caos messo lì tanto per aumentare il fumo a discapito di una fiamma debole e innocua.
Il duo di Madrid sa il fatto suo, suona bene, ha la giusta attitudine nel maneggiare il metal estremo senza risultare posticcio e soprattutto senza farsi sopraffare dalle ingenuità che un disco come Spear Of Conquest presenta lungo il dipanarsi della tracklist. Ma si tratta di ingenuità che non intaccano il giudizio finale, trattandosi di un gran bel debutto che lascia presagire un futuro promettente per i Summoning Hellgates.
(Osmose Productions, 2025)
1. Invokation
2. Conciliábulo
3. Hostis Humani Generis – The Revenant
4. Tongues in the Threshold
5. Prisoner of Your Own Flesh
6. Cilice of Atonement


