
Il carismatico progetto abruzzese Oslo Tapes si riaffaccia sulle scene con un nuovo capitolo eccellente, Låst Comet, ricco di nuove idee e una timbrica cosmica importante sotto la produzione di diverse etichette, che accolgono sotto la loro egida una delle migliori realtà italiane nell’attuale panorama musicale.
La traccia d’apertura “Inhuman Witch” accende un segnale pulsante che arriva dall’ignoto creando una sensazione lunare e accogliente. La ritmica poi scandisce un tempo perduto e abbraccia la linea sensuale del frontman Marco Campitelli alla voce, un brano che ci culla dolcemente in un limbo sognante. Segue “Analemma” con la straordinaria collaborazione della musicista norvegese Emilie Lium Vordal, che presta le sue doti vocali e immerge la composizione in un clima creativo e stravagante. In “Pyramid Shape” invece gli orizzonti espressivi vanno verso la psichedelia vintage, ricordando band del calibro di Spirit e Grateful Dead, una canzone che dà quel senso di maturazione della band trasformando la linea vocale in una preghiera misteriosa. Proseguiamo con “In Deep” e le sue sonorità etniche che procedono a passi sostenuti verso una vibrazione più pesante e oscura grazie al grande lavoro delle chitarre emotive, per uno dei brani più belli del lotto. E così la prima parte dell’album si chiude sulle note nella nostalgica “Tribe Telepathy” e quella malinconia sensoriale che evoca ricordi emblematici del passato. La marcia riparte con il viaggio dissonante new wave di “Transpace” avvolto da un synth lussuoso e armonico, e prima di arrivare al gran finale troviamo i suoni inquieti e irregolari di “Bizarrà”, una composizione che stravolge i piani ma che non risulta affatto banale. Con “Quasistar” si conclude il cerchio magico con un’opera ambient e tentacolare, adatta a far riposare la mente e dare un attimo di quiete. Le ultime due tracce “Astral Path” e “Lazarus Awaking” completano gli ultimi tasselli, con sonorità che reggono il classico timbro rock su un basso ruggente e delizioso fino ad inserire linee sonore che diventano più morbide e fragili, con tanto di voce infantile aggiunta per dare quel senso spiazzante al finale di questo lavoro.
Låst Comet è un lavoro notevole, ampio e viaggiante, nel quale i Nostri dimostrano il grande valore tecnico nella scrittura proiettandoci a dovere in una fantasiosa e spaziale storia d’altri tempi.
(Worst Bassist Records, Golden Robot Records, 2025)
1. Inhuman Witch
2. Analemma
3. Pyramid Shape
4. In Deep
5. Tribe Telepathy
6. Transpace
7. Bizarrà
8. Quasistar
9. Astral Path
10. Lazarus Awaking


