
Per un momento, lo confesso, ci sono cascato in pieno. Sarà stato il colore giallo (che adoro) e la grafica retrò: saranno stati i titoli che sanno di horror movie di serie B; certamente hanno contribuito alcune recensioni che parlavano di black metal ricco di tastiere e di motivetti danzerecci. Insomma, un bel calderone di robette che hanno solleticato le mie vibrisse, facendomi salire la scimmia per questo The Enchanting Winds of the Dreamweaving Masquerade. Perché sì, dai, le cose volutamente trash, che esagerano, che puntano alla parodia, sono tremendamente seducenti. Ma come dice il saggio: non tutte le ciambelle vengono fuori col buco.
Infatti nell’album di debutto di questi Night of the Vampire – dietro il cui nome in realtà troviamo solo una persona a condurre tutti i giochi, tale Astral Shadow, americano, texano mi pare – possiamo trovare almeno un paio di grossi difetti. Il primo è che del tanto strombazzato black metal troviamo davvero poche tracce: una voce monotono, uno stridulo screaming che si rivela innocuo. Le chitarre zanzarine, consueto cliché del genere, che non incidono. Il secondo è che tastiere e synth coprono praticamente tutto. La band, o il tizio, come volete voi, alla fine suona un gothic rock che sa di retrò, di plastica tossica, di cerone, di malnutrizione. Prendete dei Sisters of Mercy in pieno agosto, i Tribulation quando perdono il segnale come il peggior dei Tom Tom, le linee di basso – invero sensuali e strizzacapezzoli – dei Type O Negative, mescolate tutto e servite ghiacciato. La bevanda che ne esce può ugualmente stimolare e appagare i palati meno esigenti, ci mancherebbe altro! La musica è pur sempre intrattenimento e chi sono io per criticare l’uso altrui del tempo libero? Qualche brano convincente, oltre ogni aspettativa, ce lo regalano. L’opener “Children of the Immortal Blood” è godereccia, un polpettone succoso di black/dark/synth, con coretti epici a rimarcare il tutto. Lo spettro di Peter Steele irrompe in “Mother Moon of the Astral Dawn”, prendendo accordi di non belligeranza con i Tribulation, periodo The Children Of The Night, per un brano che gira bene. Ancor di più le cose funzionano benissimo in “The Cosmic Darkness Calls Me Home”, un brano che è perfettamente bilanciato in tutte le componenti del sound dei Nostri. Una hit da paura, come direbbero quelli bravi.
Il resto del disco offre pochi spunti di rilievo, avendo troppa grassezza sintetica/elettronica che vanifica la nostra tanto amata irruenza elettrica (per non parlare poi della triste fine riservata alla batteria, con suoni imbarazzanti che paiono usciti da un cellulare Motorola caduto nel cesso) Insomma, più dolori che gioie, per questo primo album dei Night of the Vampire. Saranno le temperature texane, così poco favorevoli all’emofagia? Chissà. E mentre mi pongo questa fondamentale domanda, vi invito ugualmente a dare un ascolto al disco, qualcosina – ina ina – di buono c’è. Noroc!
(Profound Lore Records, 2026)
1. Children of the Immortal Blood
2. Sacrificed to the Night
3. Chasing Shadows in an Ocean of Time
4. The Enchanting Winds of the Dreamweaving Masquerade
5. The Prince of Many Faces and the Lady of The Night
6. The Cosmic Darkness Calls Me Home
7. Mother Moon of the Astral Dawn
8. Beyond the Howls of the Celestial Wolves
9. Misty Illusions


