
È un po’ una missione impossibile recensire un album strumentale dei berlinesi Zahn, vuoi per quantità e qualità del suono, vuoi per il livello di concentrazione che questo richiede da parte dell’ascoltatore; ma si tratta comunque, e lo diciamo senza esitazione, di un’esperienza a modo suo unica che non lascia indifferenti.
Questo si evince già dalla prima traccia di Purpur, “Strobskop”, che con il suo intro stile Tangerine Dream definisce chiaramente le intenzioni del gruppo, ovvero un viaggio all interno della melodia e del ritmo senza nessun limite, come poi confermato dalla seconda “Gensher”: fantastico l’intervallo a sorpresa che richiama i leggendari Black Sabbath. Nei segmenti successivi (“Diaabend”, “Solex” e “Alhambra”) non mancano momenti piu cupi ed oscuri che per loro durata possono anche mettere a dura prova la pazienza di chi ascolta, ma poi tutto sfuma e torna a livelli più convenzionali/stoner con il brano “Atoll”, che poi è la canzone chiave di tutto l’album.
In conclusione come abbiamo detto in fase di presentazione Purpur è un album da ascoltare, scoprire e qualificare a proprio piacimento, ma che non lascia indifferenti. Gli Zahn sono Chris Breuer al basso, sintetizzatore e drum machines, Felix Gebhard alla chitarra e Nic Stockmann alla batteria.
(CRAZYSANE RECORDS, 2026)
1. Stroboskop
2. Gensher
3. Diaabend
4. Solex
5. Alhambtra
6. Katamaran
7. Atoll
8. Butter


