
Sul finire dello scorso anno, la nostrana Go Down Records ha arricchito il suo (più che ottimo) catalogo con il debutto dei Bila, rumoroso trio proveniente da Malta. La band nasce nel 2014, ha all’attivo un’intensa attività live in Europa (principalmente nel Regno Unito ma anche in Italia) e qualche puntata Oltreoceano, costellando il tutto con la pubblicazione di EP e 7 pollici tra un tour e l’altro; insomma, la cara, vecchia ma sempre buona attitudine hardcore/punk, che poi assieme al noise rappresenta la cifra stilistica del trio.
Beżżalart alterna brani di diversa durata; abbiamo quelli sotto i due minuti, nei quali il nervosismo ritmico dei Nostri deflagra in tutta la sua bellezza. Soprattutto il basso, così vibrante, volgare, cacofonico, ammanta i brani di un vigore che è poesia, è fiele, è libidine pura. Ma ne troviamo anche di più robusti, e qui la band dimostra il fatto suo anche quando aumenta i giri, in tracce più dilatate e articolate; in queste il noise diventa quasi prog, andando persino a lambire la nuova (che tanto nuova oramai non lo è più) ondata post-punk, con gli IDLES a fare da capofila. Questa capacità di spaziare in lungo e in largo, sempre con lucidità e manifesta sicurezza, permette ai Nostri di variegare il proprio sound, andando così ad offrire un lotto di brani che non annoiano, non puzzano di stantio. Può sembrare una cosa da poco ma, data l’urgenza dei generi che i nostri convogliano nel loro songwriting, non lo è affatto. Anzi, troppe volte abbiamo avuto tra le mani dischi che sembravano essere i nuovi monoliti della scena alternativa mondiale ed invece, puff, solo tanto fumo e poco arrosto. O come amo dire: una scorreggia in un sacco di farina. Solo una gran nebbia. I Bila non perdono di vista anche la melodia, il facile acchiappo, con una cura certosina alle linee vocali, incastrando ottimi ritornelli in contesti assolutamente ostili. Un plus che non fa storcere il naso, non c’è traccia di ruffianeria dolciastra, è solo un tocco di classe che va a strappare un voto in più.
Il disco gode anche di una buona produzione, nitida per il genere, a cura di Wayne Adams (Petbrick, Big Lad) e potrà piacere sicuramente ai fan di Refused, Slint, Fugazi. Con i suoi ventotto minuti di durata e con tutto quello vi ho raccontato, Beżżalart è un ottimo debutto: ora sta a voi puntare le luci sulla band. Si meritano tutta la vostra attenzione.
(Go Down Records, Kewn Records, 2025)
1. A Thousand Wolves
2. Drowner
3. Habbagozz
4. Pre Drinkers
5. Tlebliba
6. Brain Cake
7. Boltera
8. Beżżalart
9. Everything + Nothing
10. Bla Buzz
11. Sin Eaters


