
Gli Onségen Ensemble sono un collettivo finlandese con la forte passione per i mondi surreali e cinematografici: in ogni loro racconto si apre un cammino intenso e realistico che si snoda davanti ai nostri occhi come una creatura fragile e evocativa. La carriera artistica del gruppo ha subito diverse evoluzioni negli anni, con cambi di formazione e sonorità pur mantenendo uno stile unico e visionario. Nel nuovo quinto album in studio A Tale per la label Karisma Records i Nostri propongono una storia cupa e caratteristica che affonda le tematiche in un avventuroso viaggio mentale, esplorando a tutti gli effetti un cambio di rotta viscerale e autentico.
Il brano d’apertura “Garden of Celestials” si apre sotto rintocchi di campane e una sensazione narrativa ipnotica di un luogo apocalittico, le chitarre avviano un percorso malinconico con arpeggi mistici che incastrano la linea vocale dolce e sensuale. Poi l’ingresso della batteria avvolge in chiave medievale un bridge caloroso e una preghiera intrisa di sonorità anni Settanta, per evocare una divinità preziosa e vibrante. Un importante tassello iniziale ricco di personalità e una trama misteriosa. “To be Led by the Lost” invece invita un flauto sospeso in una realtà lontana con atmosfere oscure e mitologiche, che uniscono i cori di fondo a una ritmica decisa e ci invitano al clima trionfale dello stupendo brano successivo, “A Thought”. Una traccia incredibile e delicata con il tocco iniziale di tastiere che insieme alle doti vocali operistiche di Vilma Pesola trascina le vibrazioni in una città fantasma e introspettiva, con un crescendo maestoso di sonorità per uno dei brani più belli. Mentre con “The Word” torniamo a cavalcare le orme del passato con un’opera in stile western e un giro di chitarra danzante, il ritmo incalzante delle percussioni poi dà una marcia in più al brano e i cori esprimono una narrazione unica e formidabile. Le ultime tracce avviano una magica esecuzione sulle note di “Oldest Father”, altro brano interessante con quel clima stile Pink Floyd e una sperimentazione sognante, dando quel senso di tranquillità a un cammino più rilassato; sulla parte centrale viene aggiunto un violino suggestivo per un classico brano progressive a tinte folk. Passiamo ai tocchi ovattati in “The First Casualty” che arricchiscono l’esperienza musicale tra fraseggi di chitarra profondi e lo squillo di una tromba emblematica, fino a creare una cavalcata corposa e passionale. Chiudiamo infine con la composizione più lunga del lotto, “Crystal Waters of Spring”, un’altra epopea pazzesca che si fa strada tra un graduale crescendo di tastiere, suoni ricercati e un mix geniale di psichedelia brillante.
A Tale scorre come un film vintage d’altri tempi e raccoglie un insieme di storie fantastiche a tratti polverose, che si lasciano gustare in una notte buia e solitaria di un mondo inquietante fuori dagli schemi.
(Karisma Records, 2026)
1. Garden of Celestials
2. To be Led by the Lost
3. A Thought
4. The Word
5. Oldest Father
6. The First Casualty
7. Crystal Waters of Spring


