Apprezzo Michael Bertoldini dai tempi dei The Secret, band strepitosa fautrice di clamorosi dischi in ambito estremo. Da qualche tempo il Nostro si è trasferito in Olanda ed essendo lui una persona mai doma ecco che qui lo troviamo, caricato a pallettoni, con una nuova band. I Deathless Void, dopo un buon demo uscito nel 2022, debuttano per la Iron Bonehead Productions con questo The Voluptuous Fire Of Sin, un solido lavoro che poggia le sue basi, e le sue fortune, su una forma moderna di black metal (senza mai scordarsi gli album dei ricordi). Moderna nella struttura delle canzoni, tutte molto variegate, ricche di dissonanze (anche se, va detto, il prefisso dissonant comincia ad inflazionare parecchio la scena estrema) e di aperture ariose e colte tipiche del progressive e dell’avantgarde. Ma la band italo/olandese non dimentica certo le origini della Fiamma Nera, prende i dettami di un genere che ha, di fatto, ribaltato il mondo metal, li plasma con idee nuove ed ecco che in tutte queste nove tracce (compresa anche “Iside”, un breve intermezzo strumentale e sacrale, con inserti noise ed elettronici) quello che ne esce è un flusso costante di disagio, sofferenza, dislocazione spazio temporale, viaggi cosmici e abissi introspettivi. Se Deathspell Omega e/o Antaeus vi garbano, in questo album troverete tanta ciccia succulenta pronta a soddisfare la vostra fame di violenza musicale. E quando sentirete freddo, sarà la mano glaciale dei Thorns, col loro industrial black, a toccarvi la schiena e no, non sarà mai una sensazione piacevole.
Michael Bertoldini, musicista esperto, con i suoi nuovi compagni è capace di bilanciare alla perfezione le derivazioni contemporanee del black metal con quelle più primitive (Dissection, per dirne una). La tracklist è una parata di tracce valide e convincenti, sin dall’opener “Psychedelic Warfare”, durante la quale la band preferisce partire in sordina, con un suono sì violento ma raccolto, meno spinto di quanto fosse lecito aspettarsi, ugualmente ricco di atmosfere sinistre. Atmosfere che per altro incontreremo spesso durante l’ascolto del disco. “Vortex Climax”, uno dei brani migliori del lotto, è il manifesto maximo della proposta artistica dei Deathless Void; più di metà canzone è tutta una fuga strumentale capace di evocare demoni antichi. I rimandi al cosmo, al tribalismo, alle opere oniriche ed orrorifiche di Lovecraft sono chiodi piantati a fondo nel chitarrismo di Bertoldini, che crea un mondo malato, davvero disturbante, mentre la batteria pare essere il martello di qualche dio particolarmente incazzato con l’umanità intera.
I brani sono tutti sotto ai cinque minuti, raccolti e concentrati in pochi giri non corrono il rischio di perdersi in inutili orpelli. Ma il quartetto sa cimentarsi anche in minutaggi ampi e lo dimostrano con la lunga e articolata “Crossing The Threshold”, un vero viaggio nei meandri di una mente, artisticamente parlando, piacevolmente malata. Perché di questa malattia, ossia un metal estremo di altissima qualità, ne abbiamo tutti un bisogno assurdo.
(Iron Bonehead Productions, 2024)
1. Psychedelic Warfare
2. Vortex Climax
3. The Shattered Realms Of Man Become The Abyss
4. The Ecstasy Of Sin
5. Iside
6. Burning Shapes Without Form
7. Crossing The Threshold
8. Purple Triad
9. Curse Upon You