
Oggi faccio un salto nel passato, ed in particolare faccio un salto di 500 milioni di anni per andare nel periodo Cambriano, cioè l’inizio dell’era Paleozoica, fondamentale per l’esplosione della vita sul nostro pianeta. Quel periodo ha lasciato come testamento tutta una serie di reperti geologici chiamati fossili, che ci permettono di darci un’idea di quali creature nuotassero e strisciassero a quel tempo. A me la preistoria mi ha sempre affascinato tantissimo, ed infatti è da quando sono piccolissimo che raccolgo e colleziono fossili, e di fatto non ho mai smesso. Ultimamente poi, la mia passione per i fossili è stata accoppiata con la mia passione per la musica del Demonio, e negli ultimi anni infatti sono saltati fuori molti gruppi che associano la loro musica ed il loro immaginario con ere antichissime ed oscure. Questa cosa di associare il metal, musica epica ed ignorante per antonomasia, con la Preistoria, similmente epica ed ignorante, che abbondava di creature ignorantissime, secondo me funziona tantissimo. Come dicevo, negli ultimi anni molti gruppi hanno deciso di cavalcare questa onda primordiale. Tra questi, i Fossilization sono uno dei nomi più importanti di questa corrente, dato che sono stati in grado di distinguersi dal resto del gruppo grazie ad un’attitudine ed una capacità di scrivere e suonare canzoni che in pochi riescono a fare.
I Nostri arrivano da São Paulo, Brasile, e hanno pubblicato un bellissimo EP nel 2021 (He Whose Name Was Long Forgotten), ed un ancor più bello primo album nel 2023 (Leprous Daylight). Visti i precedenti, aspettavo tantissimo il loro nuovo disco, e non ne sono rimasto deluso. Advent Of Wounds è infatti da poco uscito per la sempre ottima Everlasting Spew Records, label tricolore fucina di tantissima roba estrema sempre di altissimo livello. Advent Of Wounds è un disco molto diverso dai primi due lavori, e si nota fin dalle prime note un cambio quasi drastico. Innanzitutto, è un disco dalle atmosfere e tinte cupissime, che a tratti mi ricordano addirittura gli Ulcerate. In secondo luogo, è anche molto chiaro un certo cambio di stile: se nei primi due lavori i Nostri avevano una forte componente doom, fatta di parti lente, pesanti ed ipnotiche, nel disco nuovo, questa componente è stata fortemente ridotta, e sebbene la loro musica sia sempre molto pesante, adesso hanno deciso di premere sull’acceleratore. Tutte le canzoni che compongono Advent Of Wounds sono infatti belle veloci, e questa è stata la prima cosa di cui mi sono accorto la prima volta che ho ascoltato l’album. I momenti in cui i Nostri decidono di rallentare ci sono ancora, ma sono dosati sapientemente, e riescono a rendere le parti più veloci ancora più interessanti. E tutto questo non lo deduco solo io, ma è lo stesso V. (voce, basso e chitarre) ad ammettere che per il nuovo lavoro i Nostri hanno voluto cambiare il modo di scrivere i pezzi, e, come dicevo, questo cambiamento si sente. Advent Of Wounds è suonato ed arrangiato benissimo, e le sette canzoni che lo compongono dovrebbero, secondo il mio modesto parere, essere ascoltate nell’ordine proposto senza saltarne nemmeno una. Ogni brano è infatti un concentrato di velocità e pesantezza, che trasudano un immaginario antico e buio, pericoloso ed incerto. Ho trovato molto difficile trovare una canzone migliore delle altre, anche perché sono tutte molto belle e vi prenderanno a schiaffi dall’inizio alla fine. Se però volete farvi un regalo, ascoltate con molta attenzione ogni singolo brano, e ascoltate l’album più e più volte, ed ecco che vi accorgerete della marea di arrangiamenti che rendono questo disco unico (ed epico).
Con Advent Of Wounds, i Fossilization si confermano i portabandiera di un certo modo di interpretare e suonare il death metal nel 2026, e di certo non deluderanno le aspettative di molti che, come me, attendevano impazienti questa riconferma. Sicuramente uno dei dischi dell’anno.
(Everlasting Spew Records, 2026)
1. Cremation Of A Seraph
2. Disentombed And Reassembled By The Ages
3. Scalded By His Sacred Halo
4. Terrestrial Mold
5. Salvo
6. While the Light Lasts
7. Temple Of Flies And Moss


