Messe Sporche è uscito solo in formato fisico il 17/10/25. Una scelta che potrebbe essere una presa di posizione. Motivo che mi ha spinto, ad indagare i punti di vista di Stefano Rampoldi in arte Edda. Ho scelto di farlo con un gesto una volta considerato abituale ma che oggi risulta estemporaneo e anche un po’ bizzarro se lo si toglie da un contesto ben preciso. Ho scritto l’intervista a mano, l’ho messa dentro una busta e l’ho consegnata direttamente a Stefano subito dopo il concerto al CISIM di Ravenna del 5/12/25. Puntualizzo che il disco ancora non l’avevo sentito siccome non avevo avuto modo di comprarlo (cosa che poi avrei fatto al live). L’intervista quindi non vuole parlare del disco ma mira a qualcosa di più confidenziale e amichevole come potrebbe essere una conversazione da una cabina telefonica tra sconosciuti. (Paride Placuzzi)

Ciao Stefano, sono Paride e in questa occasione scrivo per Grind On The Road, volevo ascoltare “Messe Sporche” prima di poterti fare un’intervista ma ho notato che non c’è su nessuna piattaforma. Mi sono sentito un attimo disorientato vedendo la normalità di questi tempi digitali venire a meno poi, con una breve ricerca ho capito che è voluto. Sta sera ti verrò a sentire al CISIM (Lido Adriano) e comprerò il disco. Alla fine siamo umani e abbiamo bisogno di umanità (forse ora più che mai). Colgo questo tuo gesto e ti rispondo con questa intervista scritta su carta direttamente da corpo a foglio, senza filtri digitali. Ti ringrazio in anticipo, non vorrei dilungarmi troppo quindi inizio subito con la prima domanda.
Del presente discografico è difficile parlare dato che “Messe Sporche” ancora non l’ho ascoltato, non ho ancora potuto prendere la copia fisica. Il passato è passato e parlare del futuro è ingenuo. Vorrei quindi parlare con Stefano più che con Edda. Innanzitutto, come va? Quanto la musica influisce su questa condizione?
Ciao Paride, va male: il gatto è sparito, fa freddo, sono grasso, la fidanzata mi ha lasciato e al momento solo Trump mi sta dando delle soddisfazioni, di cui forse presto me ne pentirò, ma come diceva Rabbi Nachman “tutto è per il bene”, quindi non mi lamento e aspettiamo il divenire. Per quanto riguarda la musica faccio abbastanza cagare però sono fiero di questa autocoscienza e l’importante è crederci cioè io credo che la musica sia un percorso che va iniziato e portato avanti. Ci vorranno svariate reincarnazioni, ma se non mollo ce la farò a diventare un musico di valore.
Hai una storia discografica molto lunga, non ti sto dando del vecchio, però hai sicuramente vissuto più di me che di anni ne ho 33 e hai attraversato ere musicali importanti (invece qui ti sto dando del dinosauro). Cosa è cambiato da allora ad oggi in ambito di musica secondo te? Mi piacerebbe avere un giudizio sia da musicista sia da ascoltatore.
Cambiano i generi musicali, gli stili e i gusti degli ascoltatori. Questo è sempre successo e continuerà a succedere. Io ho iniziato col punk che praticamente voleva dire non so suonare ma lo faccio lo stesso, oggi va il rap e tante altre cose. Questo è sempre successo e continuerà a succedere. Io ho iniziato col punk che praticamente voleva dire non so suonare ma lo faccio lo stesso, oggi va il rap e tante altre cose. Io faccio il mio, nel frattempo cerco di migliorare anche se è quasi impossibile però credo sia doveroso almeno provarci. Come ascoltatore invece sono in fase di rigetto perché ne ho ascoltata troppa di musica e ora non ce la faccio più. Mi tengo informato ovviamente ma quel piacere di passare delle ore ad ascoltare un album non c’è più, preferisco suonare, quello per fortuna regge ancora, anche perché me lo sono imposto come dovere.
I tuoi testi non scendono a compromessi e se penso ad Edda penso ad uno squarcio nella corazza che ognuno di noi si costruisce. Quando scrivi lo fai ragionando sui testi o è più un flusso di coscienza che poi viene decorato?
È più un flusso di coscienza, non cerco mai di dare un significato ai miei testi, non ho mai un’idea intesta su quello che voglio dire; vado alla ricerca di parole che suonino bene all’interno della melodia. Non sono un cantautore bensì un cantante che canta dalle parole musicali , tutto qui.

La musica accompagna quasi sempre le mie giornate, ascolto di tutto, la mia ragazza non ne può più. Tu cosa ascolti? Hai qualche disco che preferisci più degli altri in questo periodo? Consigli?
Come ti dicevo non ascolto più musica, perché preferisco passare il mio tempo a suonare. Comunque ascolto qualsiasi cosa mi capiti davanti, non ho preconcetti, va bene tutto basta che sia bella roba. Mi piacciono le melodie, se c’è quello mi sento appagato soprattutto se c’è anche un bel ritmo sostenuto Come ti dicevo non ascolto più musica, perché preferisco passare il mio tempo a suonare. Comunque ascolto qualsiasi cosa mi capiti davanti, non ho preconcetti, va bene tutto basta che sia bella roba. Mi piacciono le melodie, se c’è quello mi sento appagato soprattutto se c’è anche un bel ritmo sostenuto.
Rimanendo sul piano delle preferenze artistiche, ti piace leggere? Quale libro/autore è per te essenziale?
Leggo solo cose religiose, essendo ormai il tempo che mi rimane poco cerco di plasmare la mia coscienza nel tentativo di andare a finire in una situazione buona. Quello che fai in questa vita ti prepara per quello che sarai nella prossima, quindi per questo suono e cerco di non essere una bestia. Non dico che ci sto riuscendo però questa sarebbe la mia idea.
In questo periodo storico la connessione (internet) è più importante del paesaggio. I social media distorcono la realtà ed in effetti non esistono in termini fisici. Ci stiamo allontanando gli uni dagli altri per colpa di mezzi che fingono di avvicinarci. L’intelligenza artificiale prepara cibo per i suoi discepoli. Tu come vedi questa direzioni tecnologica che ormai abbiamo preso in discesa ai 200 all’ora? Ci schianteremo contro un muro o prenderemo il volo?
Più che l’innovazione tecnologica a me fa paura l’involuzione umana e ti posso dire che ho poche speranza che la situazione migliori. Sto vedendo cose che 40 anni fa sarebbero state giudicate come pura follia, invece adesso è tutto assolutamente accettato come normale, giusto e civile. In realtà è stato già predetto che sarebbe andato a finire così e sarà sempre peggio. Ecco io non vorrei esserci quando ciò accadrà e sto facendo del mio meglio per evitarmi di vedere questo “spettacolo” , ma sperare che questo non succeda è una pia illusione. La barbarie avrà la meglio. A meno che non accada il miracolo che stiamo aspettando da quasi 6000 anni. , g realtà è stato già predetto che sarebbe andato a finire così e sarà sempre peggio. Ecco io non vorrei esserci quando ciò accadrà e sto facendo del mio meglio per evitarmi di vedere questo “spettacolo” , ma sperare che questo non succeda è una pia illusione. La barbarie avrà la meglio. A meno che non accada il miracolo che stiamo aspettando da quasi 6000 anni.
Amo le coincidenze e le situazioni casuali in cui mi portano le varie esperienze, c’è sempre quel mistero misto a speranza che funge da collante per la sopravvivenza. Una volta qualcuno mi regalò una raccolta di poesie di un suo parente e dentro ci trovai tutte le risposte di cui avevo bisogno. Secondo te gli avvenimenti hanno una ragione superiore o sono semplicemente coincidenze?
Nulla accade per caso e tutto è un segno, ne sono fermamente convinto. Difficile però è capire cosa voglia dire un accadimento anche se di sicuro c’è dietro una causa e anche un’indicazione su cosa dovremmo fare.
La domanda precedente porta ad un’altra, hai fede?
Addirittura io ne ho due di fedi, abbundandis abbundandum come diceva Totò. La cosa strana è che sono un praticante non credente, però ci sta. Da bambino la mamma mi diceva “ metti a posto la stanza” e io rispondevo “ non ho voglia” al che lei mi diceva “ mettila a posto anche senza voglia” e io lo facevo se no mi menava. Ecco io sono in questa condizione di fede. Non è che sia lo stato dell’arte ma accontentiamoci.
Se fossimo in un bar a fare due chiacchiere io ordinerei una bella birra fresca in stile IPA, tu invece cosa prenderesti?
Al bar non ci vado perché è un luogo di perdizione comunque ordinerei una cacio e pepe.
Ultima domanda. Qual’è il tuo piatto preferito?
Ecco vedi come le cose si allineano da sole. Io non avevo letto questa tua domanda eppure ti ho già dato la risposta. Sono un profeta!


