
Il post-punk spigoloso degli irlandesi Gurriers si sposta verso una scia differente, toccando tematiche fragili e delicate che grazie alla tenace grinta in fase di scrittura riesce a coinvolgere l’ascoltatore in un trascendentale cammino tagliente. A distanza di due anni dal formidabile successo di debutto Come and See, ci riprovano con questo nuovo intenso capitolo Nobody’s Coming To Save You per la label belga [PIAS]. Al suo interno troviamo una rabbia repressa che prende piede a dovere ed esplora una maturità artistica notevole.
La title-track in apertura inizia con una nota sospesa graffiante e la litania disturbante della linea vocale, che insieme ai riff spigolosi incendiano una struttura dura e martellante sul ritornello energico, per un brano audace e di grande impatto. Una voce radiofonica invece invita la seguente “Party Lines”, una cavalcata festaiola che ricorda gli Strokes con un leggero tocco acido al suo interno, un brano carismatico con una buona idea e una ritmica potente. Stesso discorso lo notiamo su “Shades” con una distorsione riverberata che si muove in un tempo ripetitivo, per poi spezzare un sentimento distorto a intervalli irregolari e lasciare spazio al testo meccanico, un’altra traccia solida con una quantità di urla frenetiche al suo passaggio. Ora passiamo al brano migliore dell’intero lotto, “Pins”, qui c’è tutto lo studio meticoloso in fase di scrittura che sposta orizzonti verso l’indie rock classico in stile Kasabian, ma sul bridge ritorna nel punto di partenza e alle origini dei Nostri con una composizione godibile che ti entra in testa e si lascia andare a un finale malinconico. Con “Today Is Not Enough” il percorso inizia a prendere una piega più disturbante con tematiche importanti e una sensazione familiare che prende piede dentro il calderone di suoni furiosi e un rumore di fondo che abbraccia il noise rock dissonante: quel tassello fondamentale che distingue i Nostri in modo eccellente. Chiudiamo la prima parte del disco con la calma apparente di “Drones”, un brano sensazionale con una storia lucida che aggiunge elementi down tempo malinconici, trascinando le emozioni in una vibrante opera che esplode nel punto giusto in una rabbiosa esecuzione. Le distorsioni dure riprendono la corsa in “Nothing Happens Twice” e piegano un cammino distorto urlando il proprio dolore al mondo intero, l’atmosfera sporca e contaminata poi timbra il sound infernale delle chitarre, che continuano sul basso ovattato di “Waiting For Fisher”. Una canzone che cresce d’intensità narrando problemi sociali di rilievo e si lancia con forza in un vortice ansioso fino a toglierti il respiro. Nella penultima “I Wish I Was” l’energia nevrotica dà quel senso di pace a una linea vocale morbida e culla dolcemente l’arrivo della tempesta, esplorando un momento emotivo doloroso. Chiudiamo infine con “Crybaby” e una profonda narrazione sicura che lentamente si spegne tra le braccia di un elemento, che farà da contenitore al nostro futuro e alla speranza.
I Gurriers descrivono in primo piano lo specchio di questa società con un lavoro che colpisce nel profondo, mettendo in risalto la qualità unica e disarmante che li conferma a pieno una delle realtà musicali più interessanti degli ultimi anni.
([PIAS], 2026)
1. Nobody’s Coming To Save You
2. Party Lines
3. Shades
4. Pins
5. Today Is Not Enough
6. Drones
7. Nothing Happens Twice
8. Waiting For Fisher
9. I Wish I Was
10. Crybaby


