I Mephorash sono una band svedese di Uppsala e il loro stile è un black metal al giorno d’oggi più che mai contaminato da influenze death. Il gruppo è formato da membri di Malign e Ofemord e questa è la loro terza offerta alla fiamma nera; la prima risale al 2011 e si intitola Death Awakens, mentre all’anno successivo risale Chalice Of Thagirion, album più che altro ricordato per essere stato un vero e proprio flop. I Mephorash però non si sono arresi al passo falso e nel mentre hanno registrato delle ottime cose, ovvero lo split con gli Ashencult Opus Serpens e, sempre durante quest’anno, l’EP Sfaíra Ti̱s Fo̱tiás. Vale la pena spendere in via preliminare due parole per il bellissimo digipack di questo nuovo 1557 – Rites Of Nullification, davvero molto elegante, con tanto di rifiniture dorate e meravigliosi angeli decadenti sulla cover.
L’opener “Riphyon: The Tree of Life Putrescent” sembra catapultarci subito nel bel mezzo di un rito occulto, prima di venire travolti da riff pachidermici alla Behemoth; tutto il resto del lungo brano scorre via molto rapidamente, alternando parti marce ed oscure con passaggi più cupi e atmosferici. Il vortice di oscura malvagità scaturito dalle composizioni dei Mephorash è indomabile e brucia come il sole del deserto del Kalahari. Le altre tre tracce del disco sono ben scritte, sulla falsa riga del primo brano, e denotano un lavoro certosino nel songwriting che permette alla formazione svedese di fare un notevole passo avanti rispetto al lavoro precedente, decisamente sconclusionato. Chitarre massicce, sound atmosferico e malinconico, blastbeats e midtempo assassini: sembra che i Nostri abbiano finalmente trovato un certo equilibrio, che li porta a padroneggiare con grande maestria tutti questi elementi. Le lyrics pescano a piene mani dal mondo dell’occulto, più precisamente dal Qelipot e dalla cabala, mentre le vocals risultano ben bilanciate tra il black e il death e a volte ricordano quelle di Niklas Kvaforth, soprattutto per i lamenti paranoici che attanagliano l’ascoltatore in più frangenti, accompagnando la furia cieca ciclicamente sprigionata dalle tenebrose chitarre
Rispetto al passato i Mephorash sono cambiati parecchio, rinvigorendo la componente death metal del loro sound e riuscendo così a dare nuova linfa alla propria formula. Questi miglioramenti in fase compositiva ci regalano un lavoro coi fiocchi, fatto per essere riascoltato più e più volte.
7.5
(Odium Records, 2015)
1. Riphyon – The Tree of Assiyah Putrescent
2. Phezur – Dissolving the Sea of Yetzirah
3. Cheidolun – Breaking the Blade of Beriah
4. Berberioth – Vandalising the Throne of Atziluth