
Arrivano da Washington D.C. e sono all’attivo da nove anni, i NO/MÁS sono considerati dei veterani della scena metal e grindcore, avendo girato il mondo in lungo al largo in compagnia di nomi importanti come Wormrot, Brujeria, Exhumed, e Pig Destroyer, solo per citarne alcuni. Ma a parte la porzione live della loro carriera, i Nostri sono anche molto all’attivo per quanto riguardano le uscite discografiche, avendo pubblicato in maniera costante split, EP e full length. Il loro lavoro precedente, Consume / Deny / Repent, risale al 2022 ed è una mazzata di puro grindcore che all’epoca consumai e che ascolto ancora oggi: se non lo conoscete vi invito ad ascoltarlo perché merita davvero. Consume / Deny / Repent deve molto ai seminali maestri Brutal Truth, ma questo non vuol dire che i NO/MÁS si limitano a copiare, anzi i Nostri sono sempre pieni di buone idee, ed il loro grindcore ha sempre quel quid in più che aiuta a farli emergere dalla vasta palude di metal estremo nel quale sguazzano…
Passano quattro anni, ed la band pubblica un nuovo disco intitolato No Peace. Come dicevo poco prima, i NO/MÁS hanno un modo tutto loro di vedere il grindcore, e nei loro brani infatti si possono ascoltare riff che andrebbero benissimo in una traccia di death o, in alternativa, black metal. Questa caratteristica è una costante della loro musica, e il discorso vale anche per questo nuovo lavoro. Ma con No Peace i NO/MÁS non si sono solo limitati a copiare sé stessi, ma hanno alzato l’asticella: in generale si sente infatti una maturazione enorme in fase di composizione e di esecuzione, senza contare l’aggiunta di arrangiamenti veramente intelligenti, ed in generale di un’evoluzione delle loro capacità tecniche. L’album è pieno di canzoni estremamente variegate, che vanno dal classico brano che in pochi secondi spazza via tutto, fino a brani più lenti e cadenzati, che aiutano a rendere l’album estremamente variegato. No Peace è composto da dodici bombe a mano pronte ad esplodervi in faccia. Tra i tanti brani belli, non perdetevi assolutamente le violentissime “Overthrow” e “Abolition”, “Act of Killing”, che sembra la versione riassunto di una canzone degli Obituary, “No Peace” che è uno schiaffone a due mani, e la conclusiva “Cycle of Sacrifice” con il suo assolone thrash. Una menzione particolare va fatta per “Ley Indígena”. Il cantante e principale scrittore dei testi Roger Rivadeneira proviene originariamente dall’Ecuador, e “Ley Indígena” è ispirata ai costumi della popolazione indigena del suo Paese. Il titolo viene tradotto come “legge indigena” che è riconosciuta dalla costituzione dell’Ecuador e ha valori contrastanti con le leggi non-indigene, e di conseguenza è spesso causa di proteste e scontri. Essendo la ley indígena molto più drastica e violenta delle leggi normali, Roger ha deciso di usare questo esempio per dimostrare come la violenza a volte sia necessaria, perché, come dice lui stesso, “without violence, there can be no peace”.
Con No Peace, i NO/MÁS si dimostrano fieri portabandiera del grindcore moderno. Album violento e letale come un rasoio, composto e suonato in maniera superlativa, e se anche voi come me vivete di pane e grindcore, non fatevelo scappare!
(Redefining Darkness Records, 2026)
1. Foreign Threat
2. Manic
3. Overthrow
4. Blood Soaked Soil
5. Abolition
6. Leech
7. Act of Killing
8. Ley Indígena
9. Choke Point
10. Spinless
11. No Peace
12. Cycle of Sacrifice


