
Il roccioso e solido percorso degli americani Quicksand si impreziosisce con un nuovo capitolo intenso e camaleontico. Bring On The Psychics è il quinto lavoro in studio della loro carriera attenta e visionaria, un album curato nei minimi dettagli che torna con grande qualità alla scoperta sognante del passato, ed esplora una lettura attenta del post-hardcore in tutte le sue sfumature. Il disco è stato prodotto dalla label statunitense Equal Vision Records.
“Get To It” è un brano d’apertura notevole e di incantevole fattura, il timbro tagliente delle chitarre affonda le unghie in una struttura polverosa e di straordinario impatto sonoro, creando un potente e cavernicolo tiro furioso. Nella linea vocale di Schreifels si spalma una sensazione romantica e melodica che tocca il punto forte nel finale martellante. La seguente “Regenerate” invece spazza via i problemi caduti sulla band accusata di essere diventata troppo morbida negli ultimi anni e mette subito in chiaro il ritorno alle origini con un classico brano ruvido e accattivante. Qui i riff massicci dell’inizio trovano il loro attimo di quiete nella parte centrale, lasciando quel senso di attesa unico e dividono con violenza la struttura di un brano stupendo. “Agency” ha uno stile energico che ricorda gli Sparta con il tempo di batteria avvolgente che esprime con forza una tematica intramontabile e piacevole. Discorso diverso nelle note sostenute di “Crystallize”, uno dei primi singoli pubblicati; in questa traccia la band si lancia in una corsa noise grandiosa con una melodia malinconica della voce e un ritornello dinamico in perfetto mood anni Novanta. Nonostante manchi di mordente, la canzone si lascia coccolare nel modo giusto. Ed ecco il punto più alto di questo lavoro: “Supercollider” è una canzone enorme con la ritmica pesante che lascia vibes positive e sensibili sulla pelle. La combo heavy rock batteria/basso si amalgama alla perfezione nelle parole soffici e personali lasciando sul cammino un brano pazzesco e ben strutturato. Chiudiamo il cerchio iniziale con il grunge rognoso di “In Full Color” e la nostalgica “Days You Run To” dove ci ritroviamo in qualcosa dei Fugazi, per una ballata dai ricordi familiari racchiusi in un atmosferico brano diverso dagli standard della band. Il trittico conclusivo torna a ruggire con le distorsioni rumorose di “Cool Guy” dove i Nostri riescono a mettere su una travolgente esecuzione che si evolve in un viaggio psichedelico colmo di ispirazione visiva. Passando per “Moving Forward”, un’altra traccia spedita ed emozionante carica di fuoco nelle chitarre tentacolari che si cimentano anche in un piccolo assolo mistico. Chiudiamo con la title-track “Bring On The Psychics”, una massiccia composizione geniale che alterna momenti quasi country rock per poi urlare con grinta a un ritornello solido di una fine eccezionale.
Bring On The Psychics è un album bellissimo che si guadagna una posizione molto alta nelle ultime uscite discografiche del momento, i Nostri non hanno affatto perso lo smacco, anzi sono cresciuti in maniera efficace e con infinita qualità dando alla luce un capitolo celebrativo, affascinante ed energico.
(Equal Vision Records, 2026)
1. Get To It
2. Regenerate
3. Agency
4. Crystallize
5. Supercollider
6. In Full Color
7. Days You Run To
8. Cool Guy
9. Moving Forward
10. Bring On The Psychics


