
I Reaping Flesh arrivano da Bodø, un paesello di poco più di quarantamila anime situato in una delle regioni più a nord della Norvegia, e di fatto si trova nel circolo polare artico. Esattamente come la natura della loro città natale, la musica proposta dai Nostri è un mix gelido e letale di black e death metal, con tanta violenza presa in prestito dal grindcore, ed un marcato spirito DIY. Nota di colore, mentre cercavo informazioni sul gruppo, ho scoperto che esiste anche un altro gruppo con lo stesso nome, ma proveniente da una più calda e afosa Milano. Formatisi nel 2020, i Reaping Flesh hanno pubblicato il loro primo album (Reaping Flesh) nel 2022, e tre anni dopo hanno sfornato il loro secondo lavoro intitolato Death Creeps. Il disco di debutto era una mazzata che mixava sapientemente riff presi in prestito dal thrash con sfuriate black metal, hardcore e grindcore, ed un’attitudine marcatamente crust, ed è di fatto un dischetto che mi sento di consigliare caldamente (o se non avete tempo/voglia, perlomeno ascoltate “Putrid Strife” che riassume alla perfezione l’album). Con questo nuovo Death Creeps, i Nostri hanno alzato l’asticella, si sono evoluti dal punto di vista compositivo e hanno anche deciso di schiacciare ancora di più sull’acceleratore, essendo le otto canzoni che compongono il disco ancora più sparate ed efferate.
Death Creeps è stato prodotto da Magnus Lindberg chitarrista e addetto agli effetti e suoni dei Cult Of Luna, e devo dire che, nonostante il genere proposto, la produzione sia ottima e tutti gli strumenti sono ben bilanciati, anche se a volte la voce rimane un po’ indietro rispetto al resto. Il livello di malvagità e cattiveria raggiunto in Death Creeps è bello alto, e tra le varie canzoni interessanti, quelle che per me spiccano di più sono “Golden Calf”, “Shallow Grave”, e la conclusiva “Serpents”. Nonostante le tracce siano comunque tutte di gran valore, ho provato un po’ di fatica ad assimilare l’intero album, forse perché ha un peso specifico elevatissimo, o forse perché alla fine i pezzi tendono un po’ a confondersi tra di loro, e talvolta la monotonia prende il posto della violenza.
In conclusione, bella prova dei Reaping Flesh, che con questo secondo lavoro si dimostrano dei portatori sani di caos e odio. Anche se il disco perde un po’ dell’aggressività iniziale, lo consiglio caldamente, soprattutto a chi mastica questo tipo di suono. Data la carica mostrata dai Nostri, credo che siano una di quelle band da non perdere dal vivo, anche a costo di perdere la vita nel pogo.
(Reaping Records, 2025)
1. Nothing Avails
2. Golden Calf
3. Plague
4. Blood Red Infernal
5. Shallow Grave
6. Devoid Of Life
7. Bloodshed
8. Serpents


