
Ogni tanto è necessaria un’opera di recupero per alcuni album usciti nel corso degli anni, perché meritevoli di un’attenzione maggiore, che spesso vacilla di fronte alla mole di proposte discografiche che escono giornalmente (leggendo in rete pare escano circa quindicimila dischi al dì; aiuto!). Oggi vi parlo di una band molto interessante, italiana, che nel corso del 2024 ha pubblicato due EP. Loro sono i The Reality Surreal Time, progetto nato da Giuliano Costa, ottimo vocalist, e Fabrizio Cervetto, un piccolo martello alla batteria, dopo che entrambi hanno militato in diversi progetti, che non hanno mai soddisfatto appieno i Nostri, nonostante le numerose esperienze live in Europa, spesso a supporto di band come Korn, Papa Roach e altri nomi del nu metal e delle correnti più moderne.
Con una formazione a cinque in sede live e con l’apporto alla produzione artistica di Andrea Cervetto, chitarrista di punta della scena rock nazionale (innumerevoli le sue collaborazioni: Brian May, Tony Levin, Stef Burns, Maurizio Solieri e tante, davvero tante altre), la band ci invita ad entrare nel loro mondo musicale che è sicuramente influenzato dal movimento grunge, che trova ispirazione anche nel nu metal, nel crossover, nel pop rock maturo, senza scordare la lezione impartita durante gli anni Sessanta e Settanta, soprattutto per la raffinatezza di alcuni arrangiamenti che non possono che far pensare ai grandissimi Beatles. Ma non voglio certo essere frainteso: la band ha una sua identità, una sua spina dorsale, non siamo certo al cospetto di una tribute band. Avere delle influenze che possono emergere in alcuni passaggi, è un qualcosa che colpisce il 99% degli artisti. Com’era la frase? “Noi siamo quello che mangiamo.” E quindi ogni volta che ascoltiamo qualcosa di grande – Alice In Chains? Jeff Buckley? The Beatles? – ecco che la nostra anima prende una certa direzione e sta a noi trasformarla in magia. Giuliano Costa e Fabrizio Cervetto, che improvvisano in sala prove e poi coinvolgono il resto della band, lo sanno fare: musica e magia, passione e amore, rabbia e dolcezza. Personalmente trovo vincente la curiosa scelta di produrre due EP invece che un album intero; un modo per scandire meglio il tempo, per non essere fagocitati dalle innumerevoli uscite che citavo in apertura di recensione.
Parlando con Fabrizio – nota di colore: una persona gentilissima, ad avercene di musicisti così – è emersa la volontà di pubblicare un nuovo album nel corso di quest’anno. Un buon numero di pezzi è già pronto, resta solo da limare alcuni dettagli e poi la loro musica magica, o magia musicale, potrà ripetersi. Nel mentre, possiamo continuare a crogiolarci con questi due ottimi EP.
(Autoproduzione, 2024)
1. Only This Time
2. Hypnotize
3. J
4. So Free
5. Sometimes(Autoproduzione, 2024)
1. Nothing
2. Sunny Day
3. Only The Bad Things
4. Calling
5. Same Old Man


