
Dopo aver pubblicato un EP nel 2023 (intitolato VACUA), i romani VACUA hanno pubblicato a novembre il loro primo album dal titolo Mater. La musica proposta dai Nostri è un black metal molto particolare, ma allo stesso tempo semplice e diretto, con un cantato in italiano che risalta in maniera positiva. Il concept di base dell’album ruota intorno al nostro pianeta ed al legame che connette l’uomo ad esso, mettendo anche in risalto tutte le nefandezze che questa scimmia un po’ più evoluta e meno pelosa continua ad infierire sulla Terra (e non potrei essere più d’accordo). A detta dei VACUA, l’album è anche un tributo alle Janare, le streghe del sud italico che glorificavano il legame dell’uomo con la natura.
Cosa salta subito all’orecchio è che Mater è un album ben suonato e ben prodotto che, pur rimanendo ancorato ai suoni freddi e minimali tipici del genere, riesce comunque a far risaltare ogni singolo elemento in maniera equilibrata (incluso il basso!). Ciliegina sulla torta è il cantato in italiano, che riesce a rendere il tutto ancora più interessante, con dei testi criptici ma ricercati che si sposano alla perfezione con la musica proposta. Le otto canzoni di Mater hanno la capacità di stamparsi in testa fino al primo ascolto e fanno fatica ad andare via, e questo grazie al fatto che sono composte da riff basilari, e soprattutto ridotti all’osso, dimostrando di essere in grado di funzionare alla perfezione senza inutili arrangiamenti aggiuntivi. Nonostante questa semplicità però, spesso le tracce mostrano cambi di tempo e di direzione molto interessanti ed inaspettati. Mi viene in mente esempio l’iniziale “Falce dei Reietti”, dove l’ipnotico e velocissimo riff principale lascia spazio ad un repentino cambio di tempo, per poi fare nuovamente inversione di marcia e riportare l’ascoltatore al punto di partenza. In un paio di casi ho pure avuto il modo di percepire nei loro riff una sottotrama punk, come ad esempio in “Agoraphobia” o in “Aura Glaciale”, che non a caso sono forse tra le canzoni più interessanti dell’album. “Agoraphobia” è bella e molto strana: ha un riff che di certo non si sente spesso in un contesto black metal, ma che in qualche modo riesce a fare la sua figura, diventando accattivante. Molto bella anche la conclusiva “Aura Glaciale” che mi verrebbe da descrivere con un azzardo letterario/musicale come “una canzone dove i Darkthrone incontrano i Social Distortion” (ecco, e pure sta cazzata sono riuscita a dirla). Tra tutte però, le canzoni più belle di Mater sono per me la spietata “Dies Funeris Terrae”, che addirittura mi ricorda la ferocia dei primissimi Marduk, e “Dissolto”, che è semplicemente epicità allo stato puro e corna alzate al cielo, come solo i primi Satyricon riuscivano a fare.
In conclusione, ottimo lavoro per i VACUA, che hanno pubblicato un bellissimo disco di black metal italico. Un disco semplice, diretto ed epico, che spero sia in grado di guadagnare il rispetto che si merita.
Sono la giustizia dei reietti/La mano ferma delle tenebre/Sono la giustizia dei reietti/La falce luminosa delle tenebre
(Hidden Marly Production, 2025)
1. Falce dei Reietti
2. Dies Funeris Terrae
3. Dissolto
4. Agoraphobia
5. Interlude
6. Rantoli nel Buio
7. Trasmigrazione
8. Aura Glaciale


