E adesso su quale scaffale lo appoggio Terrified Of God? Di fianco al precedente Seething Malevolence, che era un onestissimo disco di putrido death metal vecchia scuola? Oppure prendo atto del fatto che quelle piccole larve che brulicavano nelle ferite purulente di “Severely Wounded” – in cui a ben pensarci si nascondevano già i germogli del recente album – hanno preso il sopravvento sul resto, diventando dei mosconi che sventolano fieri la bandiera del deathcore?
Sì, perchè bastano i primi secondi di “Victim Impact Statement”, brano di apertura del secondo album della band del Connecticut, per realizzare che qua dentro ci sono più Suicide Silence che Suffocation, tanto per citare due gruppi che cominciano con la S. Niente paura però, amici della musica violenta: la pacca dritta in faccia continua ad arrivare forte e chiara – ai Vomit Forth non manca certo l’impatto brutale – ma in questo caso tutto l’impianto si regge su robuste fondamenta più vicine a quell’hardcore che ha radici in band come i mai troppo lodati Turmoil piuttosto che sui liquami borbottanti di un death metal che nel disco precedente sguazzava senza pudore nella porcilaia del death metal vecchia scuola. Già a partire dalla voce di Kane Gelaznik, che invece di amalgamarsi al resto degli strumenti come in passato emerge qui ben più prepotente, pulita e variegata – in virtù anche di un lavoro decisamente più raffinato in termini di produzione grazie al tocco di Randy LeBeouf (Kublai Kahn, Jesus Piece) – lo spostamento verso altri territori è evidente. Le staffilate di Bailey Olinger, il nuovo chitarrista che di recente è entrato a far parte dell’organico, fischiano come cavalli imbizzarriti nel mezzo di una tempesta – micidiale la tripletta iniziale “Victim Impact Statement”/”Sacred Apple”/”Blood Soaked Death Dream” – mentre la sezione ritmica di Jett Stotts (basso) e Luke Zeitler (batteria), anch’essi entrati nella squadra da poco, alterna picconate alla velocità della luce a rallentamenti che atterrano pesanti come un container pieno di ghisa.
Disco promosso, quindi? Quasi, perché se dal punto di vista dell’impatto duro e puro la band non lascia certo indifferenti, ci sarebbe qualcosa da dire sulla personalità e il carattere dei dodici brani di Terrified Of God, compressi in poco più di ventisette minuti (e questo è un bene) ma che anche dopo ripetuti ascolti tendono a somigliarsi un po’ troppo l’uno con l’altro; nonostante ci siano momenti tutt’altro che disprezzabili, alla fine non è che rimanga troppo se non la sensazione di essere stati presi a sberle da Godzilla. Che poi, gli schiaffoni non sono proprio quello che cerchiamo in questo tipo di musica?
(Century Media Records, 2024)
1. Victim Impact Statement
2. Sacred Apple
3. Blood Soaked Death Dream
4. Negative Penance
5. Blood Lead Index
6. Poison Child
7. Fixation on the Narrative
8. Non Responsive
9. Terrified of God
10. Fear of Retaliation
11. Rotting Wool
12. Salt