
Gli Spøgelse sono un quintetto svedese che arriva al secondo capitolo della propria discografia. Hanno debuttato nel 2023 con un album omonimo insieme alla tape label scandinava Papercut Cassettes, e riescono a pubblicarne il seguito a ottobre 2025. La Svezia si conferma ancora una volta come una delle terre più fertili per un certo tipo di assalto sonoro dirompente, e la colpa se scopriamo la band solo oggi al secondo disco è soltanto nostra. Letteralmente possiamo tradurre Spøgelse dal danese come “fantasma”. Ma qui si apre un quesito che resterà ovviamente senza risposta. Come mai una band svedese sceglie come moniker un termine danese? Come direbbe Carlo Lucarelli “questa è un’altra storia“, per cui lasciamo da parte il nostro dubbio e torniamo al disco.
Fantasma dicevamo. Qui di soprannaturale c’è ben poco. È tutto molto, ma molto tangibile. La band di Göteborg, al netto della licenza linguistica di cui sopra è tra le realtà più concrete che abbiamo avuto modo di scoprire in questa fine d’anno. Gli Spøgelse si autodefiniscono “drunk’n’roll“. Detto che questa moda di cercare il termine più bizzarro e accattivante, attraverso i giochi di parole, ci lascia sostanzialmente indifferenti, andiamo al dunque, alla concretezza. E, come detto, in quanto a concretezza gli svedesi non hanno nulla da imparare. Brani brevissimi, carichi di intensità, trascinanti. C’è tutto quello di cui abbiamo bisogno al giorno d’oggi per alienare il quotidiano, e per scaricare la tensione derivante dal vivere in un contesto come quello attuale, sempre più orientato alla ricerca dell’inutile.
Spøgelse II è un disco che colpisce duro, senza perdersi in cazzate collaterali. Non ha mezze misure, e non ammette soste nel suo assalto. Quindici proiettili, tutti (ad esclusione di uno soltanto) al di sotto dei due minuti di durata, intensi, diretti, letteralmente sparati. Un disco che non nasconde il suo lato gradevole, fatto di inserti melodici che non sfociano mai nell’adulazione più sputtanata, ma che concedono un minimo di sosta a quell’incessante carico di adrenalina che gli Spøgelse ci vomitano addosso. L’album nasce infatti per essere disturbante, quasi fastidioso. Un album che trasuda energia, su tutta la linea, che non concede soste e arriva alla fine come un treno lanciato in un itinerario che non prevede fermate intermedie. Un disco caratterizzato da grande vitalità, sporchissimo come giustamente devono essere quelli che hanno un’anima. Manca forse ancora qualche piccolo dettaglio per fare “il disco”, ma gli Spøgelse sono sicuramente sulla strada buona.
(Welfare Sounds & Records, 2025)
1. Who Cares
2. All Go No Slow
3. Terrible Head
4. Meltdown
5. Sober Curious
6. Beer
7. Speedfreaks
8. Creampie White
9. Refuse/Resist
10. Screenface
11. Kick Them Where It Hurts
12. In My Way Again
13. East Coast Nightmare
14. Redefine the World Around You
15. Too Fat for Satan


