
Sono passati vent’anni da quando gli EF pubblicarono Give Me Beauty… Or Give Me Death!, un debutto che all’epoca fece parlare di sé per la sua visceralità e per il suo approccio quasi emocore al post‑rock. Oggi la band svedese torna su quel materiale e lo rilegge da cima a fondo, riregistrandolo completamente. In un mondo saturo di reissue e remaster pubblicati da gruppi che sembrano non avere più nulla da dire, un’operazione del genere poteva far storcere il naso a più di una persona. E invece ciò che gli EF propongono non è un semplice omaggio al passato, ma un vero tentativo di misurare la distanza tra ciò che erano e ciò che sono diventati.
Fin dall’iniziale “Ett” si percepisce l’attenzione del combo per suoni e dinamiche: chitarre cristalline, una batteria ottimamente mixata e un basso presente e bilanciato costruiscono un impianto sonoro solido e arioso. Le parti vocali, decisamente più sentite e calde, come nell’ottima “Misinform the Uninformed” sono una gioia per chi ascolta. La voce, ora più sicura, ora più tremante, si appoggia con una delicatezza che vent’anni fa non c’era. La nuova registrazione sembra voler mostrare proprio questo: non la perfezione, ma la consapevolezza.Il cuore emotivo del disco pulsa forte in “Final Touch/Hidden Agenda”, che nella nuova veste acquista una profondità quasi cinematica. Gli archi, più presenti e definiti, costruiscono un tappeto fragile che rende il brano maestoso e senza tempo, con un controllo della dinamica impeccabile nel finale, dove le chitarre deflagrano con eleganza. Particolarmente riuscito anche l’inscurirsi in tonalità minori del finale di “Tomorrow My Friend…”, arricchito da uno scream inaspettato che aggiunge intensità e impreziosisce il tutto.
Gli EF riescono in qualcosa di raro: non solo riportano alla luce un disco importante, ma lo rimettono in discussione, lo vivono di nuovo, lo osservano con gli occhi di chi ha attraversato vent’anni di cambiamenti, maturazioni. Questa versione riregistrata non sostituisce l’originale: gli si affianca, lo completa, lo arricchisce. È un ascolto obbligato per chi ama il post‑rock più emotivo e introspettivo, ma anche per chi vuole capire come un’opera possa trasformarsi senza perdere la propria anima. E forse, proprio in questo gesto di tornare indietro per andare avanti, sta la vera bellezza del progetto. Non possiamo che consigliarne l’ascolto a tutti gli amanti del post‑rock e della buona musica.
(Pelagic Records, 2025)
1. Ett (20th Anniversary)
2. Misinform the Uninformed (20th Anniversary)
3. Noll (20th Anniversary)
4. Hello Scotland (20th Anniversary)
5. Final Touch/Hidden Agenda (20th Anniversary)
6. He Came, He Stayed, He Fell (20th Anniversary)
7. Tomorrow My Friend… (20th Anniversary)
8. …We’ll Meet in the End (20th Anniversary)


