
Obiettivo di questi primi appuntamenti del nuovo anno è, nel caso di chi scrive, recuperare qualche arretrato meritevole di attenzione dell’ultima parte del 2025. Eccoci dunque a parlare dello split tra Estinzione e Klava, formazioni bolognesi che si dedicano, con formule differenti, ad un hardcore/grind/crust decisamente massiccio e annichilente. Per quanto riguarda gli Estinzione, avevamo recensito con piacere il debutto omonimo nel maggio del 2024, elogiando l’attitudine e la modalità di interpretare quella pioggia di violenza canonica nel genere di riferimento. Circa i Klava, invece, si tratta di una più che gradita new entry sulle nostre pagine, che da oggi seguiremo con assoluto interesse.
Andando al sodo, lo split qui recensito si compone di cinque tracce raccolte in circa 8 minuti complessivi. Siamo nel mondo del grind dopotutto. Le danze vengono aperte dagli Estinzione che, con coerenza con le tematiche trattate nel già citato esordio, scelgono di proporre un trittico dal titolo “Kali Yuga Infinito”. Per chi non lo sapesse, il Kali Yuga è, nella cultura induista, la quarta e ultima era della Maha Yuga, la Grande Era. La Grande Era rappresenta un orizzonte temporale enorme (ma finito) che si ripete ciclicamente riproponendo quattro distinte ere: il Satya Yuga, era di virtù e prosperità, il Treta Yuga, era di iniziale flessione dei valori umani, il Dvapara Yuga, periodo di ancor maggiore decadenza e, infine, il Kali Yuga. Quest’ultima è l’era del materialismo spinto al limite, che crea un conflitto con l’ambizione di elevare lo spirito a qualcosa di superiore, della discordia, della sfiducia, dell’ipocrisia. Ecco, gli Estinzione, ribadendo che viviamo ormai in un Kali Yuga “infinito”, ci portano ancora una volta nel turbine della loro visione pessimistica della condizione umana, evidenziando come sia stato ormai raggiunto il punto di non ritorno. Delle tre tracce, che rappresentano un assalto sonoro contenuto nel minutaggio ma di sicuro impatto, quella che a nostro avviso emerge maggiormente è “Kali Yuga Infinito II”, che si distingue per l’introduzione del pig squeal nel repertorio canoro e l’utilizzo di un paio di strutture simil-breakdown nella seconda parte del brano. Proseguiamo con il turno dei Klava, che propongono due brani dagli evocativi titoli di “Groviglio di serpi” ed “Eterna illusione”. La formula dei Klava è ben diversa: siamo decisamente su lidi più metallic hardcore/crust che grind, con un basso messo in primissimo piano e un suono ancora più primitivo e cavernoso, che esce per alcuni tratti dai generi di derivazione punk per entrare, neanche troppo in punta di piedi, in territori death metal.
Otto minuti e cinque pugni in faccia: questo è il risultato dello split tra Estinzione e Klava. Un lavoro che, seppur nella brevissima durata, riesce a confermare la salute della scena estrema bolognese e a proporci due contributi di ottimo livello. Veloce, violento, privo di luce e speranza, siamo sicuri che saprà essere un nuovo punto di partenza per due band che, pur navigando nel medesimo mare, affrontano le onde con formule differenti e, nel caso di questo split, perfettamente complementari.
(Auti stic Noise Punk (DE), Impeto Records (IT), Meat-Grinder Records (IT), Na Druhe Strane Reky (CZ), Rebound Action Records (IT), Rumori in cantina Records (IT), Wrong Disk Records (IT), 2025)
1. Kali Yuga Infinito I
2. Kali Yuga Infinito II
3. Kali Yuga Infinito III
4. Groviglio di serpi
5. Eterna illusione


