
Settimo album per gli Abysmal Grief. Il secondo con la Avantgarde Music, dopo quel Despise The Living, Desecrate The Dead di cui ci occupammo un paio di anni fa. Se l’esordio sulla label milanese era coinciso con una raccolta di inediti di vari periodi, questa volta Taetra Philosophia è un nuovo album a tutti gli effetti. Si dice che Genova sia una delle città maggiormente legate all’occultismo e all’esoterismo. Se guardiamo il tutto da un punto di vista musicale non possiamo che dirci d’accordo. Il legame tra i vicoli e i segreti e i misteri che ivi sono custoditi con un certo tipo di sonorità arriva da lontano. Gli Abysmal Grief lo stanno solo mantenendo vivo, disco dopo disco. Taetra Philosophia è quindi l’ennesimo esempio di come il sound inquietante del terzetto ligure riesca a mantenere saldo il legame con il passato. Sia il proprio, che quello delle tradizioni più oscure delle realtà che l’hanno preceduto, con un particolare riferimento a quelle della loro città, con Malombra e Il Segno del Comando su tutte, ma anche a tutta la tradizione gotico horrorifica italiana degli anni Settanta.
Ancora una volta il loro marchio di fabbrica resta il medesimo, con organo e voce a farla da padrone sul resto. Come da copione nessuna perizia tecnica strabiliante, niente orpelli inutili, solo sostanza. L’idea è quella di sempre. Andare a guardare alla resa finale, collettiva, con un approccio che miri proprio alla valorizzazione dell’insieme. Abysmal Grief significa andare diretti al punto, senza ammaliare, senza voler fare un disco incendiario. Ciò che conta per la band genovese è traghettare il male, esaltando la propria componente più strettamente legata all’occulto con un approccio quasi cinematografico che si rifà alla golden era dei film di genere italiani. L’album sancisce il passaggio in un antro oscuro, dove un cupo misticismo ci avvolge, costringendoci ad accettare un intreccio sonoro ipnotico che si spinge in alcuni frangenti verso richiami a quel rock progressivo che possiamo senza dubbio individuare come una delle influenze più marcate e importanti del terzetto.
Taetra Philosophia è un album nerissimo, caratterizzato dalla totale assenza di luce, e dall’incedere minaccioso di un’opprimente cappa sonora che evoca una macabra danza. Un album che è anche, e soprattutto un rituale pagano che torna a scandire il nostro tempo. Un album caratterizzato da una forte componente funerea e teatrale, declinata però con intelligenza dai tre, senza cioè il rischio di diventare la parodia di loro stessi. Il disco si muove e si sviluppa esaltandosi con un approccio decisamente monolitico che sposa una vena macabra mai esageratamente ostentata, ma centellinata con sapiente maturità.
(Avantgarde Music, 2025)
1. Deus Cornatus
2. Taetra Philosophia
3. Ambulacrum Luctus
4. Lumen ad Urnam
5. Corpus Mortuum
6. Speculum Fractum
7. Lamentum


