
Dávid Makó, sotto il moniker The Devil’s Trade, ha sempre prodotto ottima musica, basti pensare all’ottimo What Happened to the Little Blind Crow, con il suo approccio folk e minimale. Con l’ingresso di Gáspár Binder alla batteria in Vidékek Vannak Idebenn si era intuita un’evoluzione nel suono del progetto, evoluzione che trova pieno compimento con Nincs Szennyezetlen Szép.
Fin dall’iniziale “The Sleep That Dragged You Away” si percepisce il cambio stilistico: un post‑metal pesante e ossessivo, che non rinuncia alla sua anima folk e che, nel complesso, richiama la sensibilità della scuola Neurosis. Colpisce subito la versatilità vocale di Makó, perfettamente a suo agio tanto nei passaggi più pieni e saturi quanto in quelli più spogli e lunari, senza mai abbandonare quel sentore melodico che gli è così caro. Il disco vive di contrasti: quiete e pesantezza si rincorrono e si alimentano a vicenda. Il culmine arriva nella parte centrale con “All This Sadness Will Be Gone”, che suona come una vera dichiarazione di intenti: potenza ed espressività enorme, un sound roccioso ma al tempo stesso estremamente intimo. Continuando l’ascolto dell’album, se si volesse trovare un difetto, il finale risulta leggermente sottotono: gli ultimi due brani tendono a dissipare parte della tensione e della maestosità costruite fino a quel momento.
Nincs Szennyezetlen Szép è un disco che se da una lato non inventa nulla di nuovo, dall’altro riesce a convincere appieno grazie all’ottimo songwriting e alla produzione davvero clamorosa. Un lavoro che alimenta una grande curiosità su ciò che il progetto ci riserverà in futuro.
(Pelagic Records, 2025)
1. The Sleep That Dragged You Away
2. Weltschmerz
3. All This Sadness
4. All This Sadness Will Be Gone
5. Your Pieces Scattered
6. Nincs Szennyezettlen Szép
7. Idegen Minden


