
Uno sguardo alla copertina, al titolo dell’album o a quelli scelti per le varie canzoni contenute in Consinstency: per chi non è nato ieri dovrebbero subito suonare svariati campanelli nella testa, che rimandano immediatamente a un’estetica, a un periodo storico, a dei gruppi e a un genere ben preciso. I milanesi Vikowsky hanno fatto un’ottima operazione di revival musicale nell’omaggiare con il loro nuovo lavoro la dark e new wave, i The Cure e soprattutto i Joy Division (e perché no i loro figliastri Interpol, Editors, I Love You but I’ve Chosen Darkness e compagnia cantante). Hanno addirittura citato lo stile (foto)grafico e i font usati da Saville nella copertina di Closer, e i titoli degli otto brani che compongono Consinstency suonano così incredibilmente “joydivisionani” da sembrare quasi plagi. Ma non lo sono, per nostra fortuna, anche se i rimandi sono chiaramente tutti lì, e nessuno ne fa mistero.
L’apertura affidata a “Warsaw” è da applausi: basso pulsante e spettrale, voce impostata, filtrata e lontana, chitarre algide e taglienti: la darkwave nella sua forma più pura è qui, con tutto il suo carico di cupo nichilismo che si porta dietro. Con i brani successivi si inseriscono anche frangenti più nebbiosi e torbidi debitori quasi più allo shoegaze: si sentano a tal proposito le chitarre e la generale impostazione di “Decay”, ma non scordiamoci che certe soluzioni sono state intraprese anche dai The Cure a più riprese in passato, per cui, di nuovo, la wave si affaccia prepotente. Sebbene la maggior parte dei pezzi suonino quadrati ci sono alcuni momenti un po’ più “sghembi” e spettrali come “Dedication”, o altri che vertono più su coordinate che flirtano con l’elettronica depechemodiana dei primi anni Novanta (“Summer Rain”), soluzioni queste che danno senza dubbio maggiore movimento alla proposta dei Vikowsky.
Riassumendo, cosa ci offrono i Nostri con Consinstency? Le note di cuore sono quelle della darkwave, uno scheletro, prevalentemente ritmico, sul quale si innestano contributi shoegaze, elettronici e chiaramente -wave. Il risultato è una proposta che non vuole assolutamente innovare, ma allo stesso tempo nemmeno citare pedissequamente una specifica band. I Nostri non fanno mistero delle loro influenze (“Minimal and often wrapped by a gloomy and nostalgic aura, Vikowski blends new wave and post punk with clear reference to bands like Joy Division and The Cure“, così dicono nella bio del loro Bandcamp), eppure cercano di dare qualcosa in più ai loro ascoltatori, un quid che permetta a Consinstency di essere apprezzato non solo dai nostalgici delle due band citate, ma anche da coloro che frequentano territori che lambiscono, oltre che la wave, anche lo shoegaze e in generale le sonorità minimali e cupe che hanno solcato gli anni tra l’Ottanta e il primo decennio dei Duemila. NWODW, una New Wave of Dark Wave insomma.
(Icy Cold Records, 2026)
1. Warsaw
2. Pollution
3. Decay
4. Nightwalk
5. Dedication
6. Transparency
7. White Moon
8. Summer Rain


