
Μόρα è un nome relativamente nuovo in ambito grindcore. L’album omonimo di cui vi parliamo oggi è infatti il disco di debutto per la band ateniese. Nati sostanzialmente nello stesso istante in cui hanno dato vita al loro demo, a ridosso del 2019, i Μόρα (trio greco di cui sappiamo veramente pochissimo a livello biografico) sguazzano in quei contesti ipercaotici dove i generi abbattono i confini che li separano, e procedono in modo disorganizzato, ma coerente, verso la devastazione di tutto ciò che sceglie di mettersi sul loro cammino. Quello dei greci è un contesto estremamente violento, in cui l’aggressività e la crudeltà di un approccio crudissimo e diretto vanno a sancire quelle che sono le coordinate sonore di un album di grande intensità. I Μόρα non hanno alcuna ambizione se non quella di andare a rompere gli schemi, di infastidire, e di sporcare tutto quello che di fintamente buono esiste oggi.
Con un sound senza compromessi, i Μόρα mostrano con orgoglio il proprio status sociale, e lo fanno attraverso un disco che apre uno scorcio sull’abisso, da cui i miasmi del dolore emergono in superficie, e tracimano, devastando, inarrestabili, come fiumi in piena dopo una tempesta, tutto quello che trovano sul loro cammino. Se cercate la pulizia sonora, questo è un album da evitare, ma, se, invece, avete bisogno di buttare fuori tutto l’odio che tenete nascosto a fatica, per il timore del giudizio altrui, Μόρα è il disco ideale per liberarvi del peso che portate dentro. Un album che non ha punti deboli, o momenti di stanca, dove è tutto perfettamente funzionale alla resa complessiva. Dieci brani, per quasi mezz’ora di fastidio auricolare, che lasciano dietro il proprio passaggio soltanto macerie.
Altro punto di forza è il cantato in madrelingua, che riesce ad essere contestuale in modo decisamente inatteso, mostrando come un certo tipo di sonorità non debba per forza di cose essere anglofona, scelta che peraltro stanno portando avanti anche le maggiori realtà acufenicamente oltranziste anche in Italia. Sarebbe inutile sottolineare (ma noi andiamo contro ogni logica e fastidio, e lo diciamo per l’ennesima volta) come, nel momento in cui scegli il tuo idioma, la scelta fonetica, e la prosa devono, per forza di cose, avere un livello qualitativo di rispetto, in modo da evitare di cadere nel ridicolo. In un contesto di estrema oppressione sociale, come quello greco, e, ci sentiamo di dire, anche italiano, un album, e un progetto come Μόρα, devono essere visti con grande rispetto, e salutati con altrettanto entusiasmo. Il domani è segnato, ma non per questo dobbiamo perdere la voglia di gridare la nostra rabbia. Questo è il senso del disco che abbiamo oggi tra le mani (e che potete recuperare in free download sulla pagina Bandcamp della band), questa la forza di un movimento estremista che non ha smarrito il proprio furore estetico ed etico, che ci ha sempre sedotto. Se guerra deve essere, che guerra sia, ma a modo nostro. Grindcore, not music!
(Autoproduzione, 2026)
1. Σύρμα Και Πίσσα
2. Αέναος Δεκασμός
3. Βόμβος
4. Λευκή Σημαία
5. Μαύρος Ήλιος
6. Χώμα
7. Εκούσια Ομηρία
8. Αίμα
9. Ειρκτή
10. Συμπόσιο


