I bolognesi Across The Swarm sono attivi dal 2013, e dopo aver pubblicato un EP nel 2014 (Across the Swarm) ed un album nel 2020 (Projections), giungono alla loro seconda fatica intitolata Invisible Threads. La musica proposta dai Nostri fa riferimento ai classici del death metal, come Decapitated, Aborted e Cannibal Corpse, ma anche ad un metal più moderno come Lamb of God e DevilDriver quando si buttano sul groove. Gli Across The Swarm riescono infatti a mischiare un death metal più classico e tecnico, con parti più semplici ma tracimanti di groove, e personalmente trovo che questa soluzione funzioni e convinca. Inoltre, la durata delle dieci canzoni che compongono l’album non è mai troppo lunga, e questo aiuta a snellire il disco e a renderlo più digeribile anche a chi di solito non si nutre di questo genere di musica. Personalmente, credo sia inoltre giusto menzionare la prestazione impressionante fatta da Davide Tomadini alla batteria, che merita di essere citato per l’incredibile lavoro.
Come dicevo poco sopra, gli Across The Swarm non hanno paura di nascondere la loro vena più catchy, e ce lo dimostrano bene in brani come “Vertebrae” o nel breve ed inaspettato stacco funky di basso in “Every Day Is Like A Stab In The Chest”, e che spesso sanno mischiare alla perfezione con un death metal più classico e tecnico, come ad esempio in “Red Waters”. Personalmente, preferisco le parti più brutal alle parti groovy, ed infatti, molto coerentemente, la brutalissima ed intensa “Nothing Left” è la mia preferita dell’album: una tirata ai mille all’ora di puro death metal, che in poco più di tre minuti spettinerà voi e i vostri vicini di casa. Altri brani che mi sono piaciuti sono l’italianissima e brutalissima “Scava Veloce”, “Liquefy”, un’altra bella manata in faccia in grado di andare dritto al sodo, e la mazzata finale “Invisible Threads” che va a concludere il disco in grande stile.
Album solido da scapocciamento assicurato, da ascoltare a volumi da denuncia penale, che farà felice gli estimatori del genere ma che è anche in grado di strizzare l’occhio a chi non è avezzo al death metal più tecnico. Se la scena estrema italiana ultimamente è sana e florida, è anche grazie a gruppi come gli Across The Swarm che riescono a produrre dischi come questi: bravi ragazzi!
(Time To Kill Records, 2025)
1. Intravenous
2. Vertebrae
3. Every Day Is Like A Stab In The Chest
4. Nothing Left
5. Red Waters
6. Scava Veloce
7. Dry Eyes
8. Liquefy
9. Until You Bleed
10. Invisible Threads