
Teresa Marraco ha dato vita al suo progetto Antinoë nel 2021. Due anni dopo ha pubblicato il suo primo album, Whispers from the Dark Past, con l’australiana Orko Productions. Ne passano altri due, siamo nel 2025, e arriva il seguito. Stavolta è la norvegese Dark Essence Records a pubblicare il suo album The Fold. Ancora una volta concentrato sul binomio tra voce e pianoforte, ulteriormente saldatosi nel corso degli anni, al punto che oggi possiamo senza alcun dubbio affermare che Teresa e il piano siano praticamente una cosa sola. La loro è una simbiosi totale, che diventa totalizzante ogni volta che abbiamo la fortuna di avere tra le mani un suo album.
Con The Fold è stato amore a prima vista. Siamo rimasti immediatamente conquistati dal calore dell’album, e dalla sua travolgente malinconia. Oscuro, e a tratti austero, il disco ha un incedere elegante e austero che ci mostra un’artista in totale controllo della situazione. Quello di Teresa è un approccio ricco di gusto che mostra tutta la sua unicità attraverso un album che non possiamo che definire sublime, e che si caratterizza per un’inquietante cupezza che risveglia i nostri sensi da troppo tempo sopiti. Secondo alcuni The Fold guarda all’estremo nord. Sinceramente non ci interessa più di tanto capire dove collocarlo. Ci preme di più sottolineare come si tratti di un disco maestoso, imperioso e intimista proiettato verso la bellezza e il sogno. Se Whispers from the Dark Past era una rilettura per solo piano dei classici del black metal norvegese degli anni Novanta (Emperor, Mayhem, Dimmu Borgir, Satyricon, Darkthrone e altri) questo secondo episodio ci permette di conoscerla molto più a fondo, nell’intimo. The Fold si caratterizza infatti per essere un album che guarda alla presa di coscienza della morte, attraverso l’elaborazione del lutto, in un percorso che non può prescindere dall’accettazione del caos come parte integrante di noi stessi. Con un andazzo sinfonico e oscuro il disco cerca di guardare anche alla bellezza, attraverso un linguaggio sonoro intrigante e caldissimo che sfiora l’essenza stessa di una ouverture armoniosa. Un album romantico che ci riconcilia con la potenza fragorosa del silenzio attraverso un’orchestralità deflagrante e inarrestabile. E lo fa attraverso un percorso che ad ogni ascolto rivela nuovi particolari, nuova bellezza, grazie a un rilascio lento che ce lo mostra più intrigante ad ogni ascolto.
Teresa ha deciso di portarci in un luogo accogliente di cui non conosciamo il nome, ma in cui possiamo finalmente sentirci completamente a nostro agio, e da cui non vorremmo mai venir via. L’avessimo ascoltato prima l’avremmo sicuramente inserito nelle mie scelte di fine anno del 2025. Ma va bene anche cosi, si tratta di un disco senza data di scadenza, da consumarsi più e più volte, in ogni stagione. Anche perché il dolore non conosce confini (mentali o reali che siano). E a noi piace estremamente quando il dolore fa scempio del nostro pensiero.
(Dark Essence Records, 2025)
1. Night Falls
2. The Devil’s Voice
3. Turn to Dust
4. Indulgence
5. Flock
6. Threshold
7. Chaos in the Sky
8. Ulven…
9. Si Te Dejo Ir
10. Når Du Dør
11. Light Bringer
12. Four Things


