
Sono passati quattro anni dal precedente The Colossal Sleep ma il tempo sembra essersi fermato per Jeff Wilson e il suo progetto deeper graves. Attivo (o precedentemente attivo) in band come Chrome Waves, Abigail Williams e Nachtmystium, il Nostro continua imperterrito il proprio percorso nel gothic (rock) e post-punk anni Ottanta/Novanta (con piacevoli rimandi finanche agli Have A Nice Life), innervando stavolta il presente PULL ME TOWARD THE DARK con una verve simil-industrial cara ai vari Nine Inch Nails, Killing Joke e Skinny Puppy.
Il mood generale che emerge dall’ascolto delle sette tracce è freddo, dimesso, decadente e urbano. Una sezione ritmica ora doomish, ora più smaccatamente cadenzata e marziale caratterizzata da un basso pulsante e sempre ben presente, costituisce la spina dorsale attorno alla quale il Nostro intesse le sue trame fatte da chitarre algide e synth taglienti, con un sapore vagamente epico e titanico che aleggia su tutto. deeper graves mira a circuire l’ascoltatore, ad irretirlo con bordate e tappeti sonori avvolgenti e fumosi, dimessi e soffocanti, senz’altro debitori della scuola shoegaze (o doomgaze, come si è già detto per progetti analoghi), e il risultato è affascinante e coinvolgente, posizionandosi forse un mezzo gradino più in alto rispetto al precedente album. La durata continua ad essere concisa (poco più di mezz’ora), fattore questo che probabilmente aiuta la fruizione e la ripetizione in loop di PULL ME TOWARD THE DARK tenendosi allo stesso tempo alla larga da passi falsi o momenti meno ispirati. Anzi, man mano che si scivola nel gorgo musicale di Wilson emergono i momenti più ispirati, se possibile ancor più debitori della lezione dark e industrial anni Ottanta/Novanta, fino alla chiosa affidata alla title-track che, a sorpresa, pare alleggerire le atmosfere lasciando filtrare timidi e freddi raggi di un sole che, comunque non scalda e indugia incerto e svogliato.
Ci ha convinto PULL ME TOWARD THE DARK, forse perché è uscito in una stagione perfetta e consona alle su sfumature tematiche. deeper graves si conferma un Artista assai interessante, sicuramente di nicchia, che molto probabilmente continuerà a restare sconosciuto ai più, ma non per questo da ignorare o prendere sottogamba. I brevi e plumbei viaggi sonori che Jeff Wilson ci propone ad ogni sua uscita sono sempre una manna dal cielo per chi ama vagabondare, con le mente prima che con le proprie gambe, in scenari urbani solitari, freddi e asettici.
(Disorder Recordings, 2026)
1. MISUNDERSTOOD
2. NO TIME FOR LOVE
3. OVER MY SHOULDER
4. ALL THESE YEARS
5. WHERE DO WE GO FROM HERE
6. THE TRUTH
7. PULL ME TOWARD THE DARK


