
I Diespnea sono un interessante progetto italiano, dedito ad un atmospheric black metal dalle tinte quasi avantgarde. Partiti come progetto personale del solo Wolke, sono diventati un duo nel 2019 dopo l’inserimento stabile di Anxitudo, e giungono a partorire il primo disco (Pneuma) nel 2020. Dopo diversi anni di silenzio viene finalmente dato alla luce il secondo capitolo della loro produzione: Radici. Sia dal titolo che dalla copertina si intuisce facilmente come la band abbia virato verso una soluzione più introspettiva, e in effetti quello che possiamo sentire nell’album non tradisce le aspettative.
Il concetto di “sud” interpretato dai Diespnea è molto profondo e stratificato. Riuscendo ad andare oltre il classico cliché delle atmosfere nordiche, glaciali e silenziose, i nostri riescono a incastonare la loro proposta black metal in un’atmosfera calda e desertica. Chiunque abbia avuto la fortuna nella propria vita di camminare in un deserto non può negare un concetto molto semplice: non si riesce a distogliere la vista dal paesaggio intenso e immobile del deserto stesso, in una solitudine molto personale e che in qualche maniera cerca di parlarci. Quello che i Diespnea cercano di farci fare è proprio questo. Viaggiare all’interno della nostra anima, quasi a cercare la sua parte più intima e ancestrale, mentre siamo investiti da un sole accecante. Da un punto di vista musicale ecco che ci vengono in aiuto i capitoli più ispirati ed evocativi di Radici, come l’opener “Maskharah”, “L’abbraccio del Serpente” (incentrata sulla figura del Chullachaqui, figura mitologica delle foreste sudamericane), “Necromanteion” o l’intrigante title-track. Le principali influenze che possiamo riconoscere sono riscontrabili in Dødheimsgard e Solefald, soprattutto per le sezioni vocali corali, mentre il cantato è per la prima volta in parte italiano e in parte inglese.
Radici è un disco che va quindi assaporato lentamente, in un’atmosfera preferibilmente calda e secca. La crescita dei Diespnea, sia stilistica che in termini di contenuti, è compiuta e molto ben visibile in questo secondo lavoro. Radici è consigliatissimo a chi ha bisogno di sentire nuovi ingredienti nel black metal, chi ha voglia di nuovi stimoli e in generale, a chi vuole vedere il metallo nero sotto un’ottica decisamente diversa.
(Code666, 2026)
1. Maskharah
2. L’Abbraccio del Serpente
3. Vultures
4. Necromanteion
5. Radici
6. WhaleFall
7. Mescalynia
8. Osedax


