
Ellereve è uno di quei nomi che mettono in crisi chi – come noi – cerca di raccontare la musica. Il progetto di Elisa Giulia Teschner è infatti da far confluire in quel novero di realtà che lasciano pochissimi punti di riferimento. È proprio la loro natura, il loro volersi allontanare dai cliché anziché continuare a crogiolarsi nella propria comfort zone, che li fa brillare ai nostri occhi. Partita con una prospettiva che guardava ad un mondo intimista aperto a sonorità più acustiche, oggi Ellereve si muove all’interno di un contesto che fa del postqualunquecosa il territorio ideale in cui intarsiare il proprio canto di dolore. Il progetto costruito da Elisa Giulia Teschner (chitarra e voce) raggiunge il traguardo del primo lustro di esistenza, e lo fa celebrando la terza uscita in compagnia della tedesca Eisenwald Records, realtà attentissima a sonorità che guardano all’oscurità più interiore.
Umbra racconta la complessità delle emozioni, con un approccio che, pur se leggermente più orientato a sonorità che sublimano e realizzano un impatto maggiore, si mantiene nella falsa riga degli album precedenti. La catarsi che ci avvolge, e ci travolge, abbraccia una bellezza che non può lasciare indifferenti tutti coloro che si nutrono di emozioni allo stato più puro, e che non si fermano alle apparenze. L’album è pregno di significati in cui è facile perdersi, anzi, lo smarrimento (e il coinvolgimento) sono proprio ciò che più ci ha appassionato durante gli ascolti. Costruito intorno all’idea di andare a cantare il dolore attraverso un riverbero di suoni che scendono in profondità andando a sondare il nostro intimo sentire, Umbra si mostra costantemente a fuoco, nonostante l’attenzione continui a spostarsi cavalcando i cambi d’umore tra un brano e l’altro. Un disco che gioca sugli opposti, e che ci porta a spasso tra ombre e luci, tra il bene e il male, in un rimando di prospettive cangianti che si adattano al contesto in tempo reale.
Ellereve è una tela dipinta solo in parte, il disegno più ampio probabilmente lo scopriremo strada facendo, con i tempi dovuti. Ad oggi quello che si intravede è molto incoraggiante, ma proprio per questo, siamo intimamente convinti che alla fine, ultimato il lavoro (cioè trovata la propria strada) Elisa riuscirà ad entusiasmarci davvero. Se i confini in ambito musicale stanno perdendo (definitivamente) la loro importanza, Ellereve è uno dei nomi a cui guardare con maggiore interesse e attenzione. Elisa fa proprio del suo essere costantemente a cavallo tra i generi il suo punto fermo, che la rende parte di quel novero di realtà che sanno perfettamente quello che stanno facendo, ma godono nel rivelarcelo solo un poco alla volta. L’oscurità (e quindi le tinte che da essa partono) è il colore predominante di un disco che parla direttamente al cuore e che, al netto di alcuni dettagli da limare per raggiungere lo status di assoluta eccellenza, risulta incredibilmente piacevole, soprattutto nei momenti in cui Elisa ci affascina con il calore della sua voce suadente.
(Eisenwald, 2025)
1. An avalanche of shudders
2. Like a moth to a flame
3. Crawl
4. Shores of solitude
5. The funeral
6. Irreversible
7. The veil of your death
8. Swallowed & disguised
9. Lost in longings
10. Unravel
11. Trauma


