
Giugno non ha segnato solo l’inizio della fine con l’intollerabile aumento delle temperature che stanno portandoci al collasso (non solo mentale), ma anche il ritorno degli If I Die Today, realtà che non possiamo non considerare tra quelle di punta a livello nazionale in un ambito sonoro oltranzista e intollerante che vede le proprie radici nell’hardcore punk di un tempo, ma che ha saputo riadattare, e ricontestualizzare il proprio credo nel quotidiano. Un ritorno sancito da un album che trasuda intensità, andando a travolgere l’ascoltatore, in una tensione costante, che non conosce sosta, e che non scema mai verso soluzioni di comodo e ruffiano che possano compiacere. Gli If I Die Today sono alle soglie del ventennale, e stanno per festeggiarlo con uno stato di forma davvero smagliante, caratterizzato da una trance agonistica che sprigiona energia allo stato puro. Un assalto continuo, che non conosce sosta, sublimato dalla presenza di ospiti che rappresentano il vissuto della band (come, tra gli altri, Tons, Infall e Rope) andando ad alzare il tasso qualitativo, ma soprattutto andando a ribadire l’urgenza di dire qualcosa di pregnante e (soprattutto) di farlo collettivamente.
Uno dei punti di forza del loro I Felt Nothing è il continuo cambio di paradigma sonoro tra un brano e l’altro, che mostra un disegno di insieme compatto e riconoscibile, perfettamente frammentato in undici momenti singoli che spingono tutti verso la medesima direzione, senza sosta. Un album che mostra anche, concettualmente, un peso politico specifico decisamente alto (basta dare una rapida letta ai testi, presenti sulla loro pagina Bandcamp, per rendersene conto) che possiamo, anzi vogliamo/dobbiamo considerare parte di quel novero di band che continuano a vedere nella musica, e in particolare nel produrre dischi di questa portata, un atto politico a tutti gli effetti. Quello degli If I Die Today è un immaginario di rottura proprio perché è l’esatta fotografia del mondo attuale. Un grido che va nella direzione opposta rispetto a tutti coloro che continuano a voler tenere gli occhi chiusi, chi per comodità, chi per pigrizia, chi perché ormai perdutamente smarrito nella compulsività dell’abuso da smartphone. Il loro è un sound che non degenera mai nella cacofonia, ma resta ancorato ad un’idea di forma canzone, sul solco della tradizione hardcore impegnata, che riesce quindi a non suonarsi addosso, in nome di un rifiuto globale che si vuole allontanare dalla sterilità di proposte che si crogiolano in avanguardie artistiche che non esistono se non nella mente di chi prova a crearle. I Felt Nothing è una discesa agli inferi, in un vortice che imprigiona ogni nostro respiro, e che ci impedisce il movimento. La quotidianità racconta di come ci siamo fatti anestetizzare dalle pessime abitudini indotte. Ed è proprio per scardinare tutto questo che gli If I Die Today cercano di riportarci alla naturale realtà delle cose, invitandoci ad aprire gli occhi, a tornare padroni delle nostre scelte, attraverso un album che ci svuota di ogni energia psicofisica, senza fare sconti a niente e a nessuno. Un attacco il loro, fatto di ritmi serrati che colpiscono duro, con la manifesta intenzione di fare male, realizzata attraverso una serie di istantanee crudissime che ci mettono con le spalle al muro.
Il loro è un genere che, più di altri, va saputo maneggiare con perizia, cura, e sapienza, e non lasciato andare ad minchiam, in nome del “tanto conta quello che diciamo e non come lo diciamo”. Intendiamoci, il caos è una delle componenti degli If I Die Today, ma si tratta di un chaos ragionato, mirato, (ac)curato e non un bordello alla cazzo di cane. In chiusura proviamo a porci noi stessi la domanda di rito, e se morissimo oggi? Ci perderemmo il prossimo devastante (e ci auguriamo violentissimo) album della band torinese. Alla fine, forse, il nostro sarebbe solo un “Breve Invito A Rinviare Il Suicidio”, come diceva Battiato.
(Tifone Crew, Vollmer Industries, Flamesdontjudge, Shove Records, Poison Hearts, Oltraggio Produzioni, Masseria Autogestita, 2026)
1. Lungs
2. King
3. End (feat. Mare)
4. Dark
5. Monsters (feat. Alex Rope)
6. Rachel
7. Isolation (feat. Papero Tons)
8. Light
9. Cowards
10. 1984
11. Tar (feat. Santa Infall)


