
Julinko continua nel suo percorso di crescita. E lo fa con un album che mostra ancora una volta tutta la versatilità di cui dispone Giulia, peraltro già in parte emersa con il suo progetto parallelo Bosco Sacro, che abbiamo affrontato anche qui sulle pagine di GotR. La sua è una duttilità sonora che si muove in direzione di una costante e progressiva crescita sotto il profilo qualitativo, che permette al suo lato più eclettico di trovare nuove, e sempre diverse, forme espressive, comunque riconducibili ad un disegno globale che resta confinato all’interno del mondo incantato di Julinko. Cercando di allargare il quadro di insieme, non possiamo non sottolineare come Giulia sia una delle migliori espressioni artistiche a livello continentale in un contesto che si muove sotto traccia, senza troppi entusiasmi, ma che si caratterizza per una qualità espressiva notevole. Un paradigma sonoro dove non c’è spazio per gli isterismi, ma solo per le emozioni più pure. Le stesse che un disco come Naebula ci regala ogni volta che lo ascoltiamo.
È proprio l’aspetto emotivamente più intenso quello che per primo prende possesso della nostra mente nel momento in cui veniamo sommersi dal calore dell’album. Un album che riesce a esaltare l’aspetto più strettamente atmosferico delle composizioni, senza però andare a rinunciare del tutto a momenti più incisivi, e aspri, che ridefiniscono i confini dell’archetipo sonoro orchestrato da Julinko. Naebula sembra nutrirsi di una complessità armonica in cui ogni dettaglio che la compone si colloca esattamente laddove Giulia ha pensato debba andare a finire, in un perfetto equilibrio sia stilistico che sonoro, in grado di accentuare ulteriormente il lato più oscuro, e più intriso di pervasiva del disco. Ritualistico e avvolgente, Naebula è un album prettamente notturno, in cui la liturgia di Giulia sposa un approccio decisamente più sperimentale rispetto ai suoi episodi passati, che la porta verso una rilettura del suo più intimo sentire, che non può quindi che essere intensa, e tracimante soprattutto da un punto di vista emotivo.
L’intera carriera artistica di Julinko è ascrivibile ad un disegno perfettamente riconoscibile, che Giulia modella album dopo album. In questo collage di emozioni Naebula rappresenta il culmine attuale della sua produzione, che si incastona alla perfezione in quell’incantesimo sonoro che sta prendendo la sua forma completa, ma probabilmente non ultima. Un album quasi visionario, che sancisce una catarsi tanto necessaria quanto non più procrastinabile, da cui Giulia esce rinnovata e rinvigorita, anche se faticosamente provata. Un disco che sentiamo quindi di poter definire come estremamente evocativo, in grado di avvolgere l’ascoltatore e trascinarlo in un immaginario incantato, ammaliante e fiabesco, permeato di misticismo e trascendenza. All’interno di un luogo in cui il tempo ha perso ogni significato, dove le regole esistenti sono completamente aliene al nostro sentire. Una dimensione sconosciuta ai più in cui è il canto di Julinko a sancire il ricambio delle stagioni. In estrema sintesi Naebula è un disco di grandissima intensità che rende omaggio alla sacralità del silenzio in modo estremamente elegante.
(Avantgarde Music, Maple Death Records, 2026)
1. Osmos
2. Peace Of The Unsaid
3. Cloudmachine
4. Skin Dress
5. Unleash
6. Jeanne De Rien
7. Kiss The Lion’s Tongue
8. Throw Ashes!
9. Samadhi
10. Ora Et Devoura


