
La Nordvis è un’etichetta che arriva direttamente dalle propaggini più settentrionali della Svezia, e che si caratterizza per l’idea di andare a riscoprire le tradizioni locali più antiche, quelle più intimamente intrise di folklore, attraverso la pubblicazione di album che mirano a ricontestualizzarle al giorno d’oggi, riportando in vita i miti di un tempo. Steg för steg, secondo album di Linnea Hjertén, va esattamente in questa direzione. Avevamo fatto la conoscenza di Linnea alcuni anni fa, quando, proprio su queste pagine, vi raccontammo quanto avevamo apprezzato Sticka En Kniv I Världen dei Shaam Larein, band in cui la Hjertén si occupa di voce e tastiere.
Steg för steg riprende le atmosfere di Nio Systrar, il debutto del 2024, e le amplia ulteriormente, in un peregrinare verso l’ignoto che ci accompagna in un mondo incantato, fonte inesauribile di saggezza, permeato di grande malinconia, e fortemente radicato con la Madre Terra. Linnea realizza tutto in solitaria, soffermandosi a piacimento su ogni dettaglio, anche sui più marginali, in modo da costruire le sinfonie esattamente come le ha pensate, senza alcuna influenza esterna, di nessun tipo. L’album, interamente cantato in lingua madre, riesce a dimostrare tutto il potenziale di cui Linnea dispone. Il suo è infatti un progetto ritualistico di grande potenza, con cui Linnea ci invita ad abbandonarci al suono rassicurante e armonioso delle sue parole, rese ancor più affascinanti grazie ad una perfetta liaison con le melodie rituali degli strumenti classici, di cui, come detto, si occupa in prima persona. Steg för steg è un album attraverso cui la Nostra si mette a nudo, mostrandoci la sua anima più nascosta, senza vergogna, e senza paura. Un disco in cui la solitudine. e il silenzio, prendono il sopravvento sul caos delle nostre città, permettendoci di riscoprire il rapporto con quella natura che abbiamo devastato. Un disco che esalta la semplicità di una scelta comunicativa che vuole essere diretta e franca, libera da isterismi e da sovrastrutture. Non è ancora chiaro dove Linnea Hjertén voglia portarci, di certo, ad ora, c’è solo il fatto che siamo disposti a seguirla ovunque, a qualunque costo, perché forse, come dicono, non è tanto la destinazione che conta ma il viaggio.
A metà tra speranza e delusione, Steg för steg costruisce tutta una serie di paesaggi sonori che trascendono il comune sentire, e invitano a guardare alla vita, con occhi liberi da pregiudizi, e sgombri da tutte le negatività che caratterizzano il mondo moderno. Un invito, il suo, a perderci, senza porci tutte quelle domande che potrebbero solo rallentare la nostra corsa verso quella catarsi interiore che Linnea vede come necessaria e centrale nelle nostre vite. Un approccio minimalista per un album fortemente emozionante, che invita all’introspezione attraverso la sublimazione di un mondo (caratterizzato da una grande purezza) che resiste all’incedere e al susseguirsi dei secoli. Un disco evocativo che celebra la rinascita all’interno del ciclo della vita. Epico ma mai troppo vicino a quell’esaltazione quasi grottesca di alcuni filoni musicali che hanno attinto a questa stessa mitologia. Toccante e delicato, ma anche, e soprattutto, forte.
(Nordvis, 2025)
1. Jag lutar mig in i rädslan
2. Steg för steg
3. Blodmåne
4. Alltet är intet
5. I eld
6. Ensamhet så underbar
7. I aska


