
Ci sono generi musicali storicamente ancorati ad un certo modo di suonare live e il punk è uno di questi. Vari gruppi negli ultimi anni, soprattutto sul versante metal, stanno invece esplorando territori diversi rispetto a quelli più largamente battuti, provando a sviluppare esibizioni più maestose e corali, performando con cori e orchestre talvolta di più che lodevoli dimensioni. Venerdì 23 gennaio 2026, nella cornice del Circolo Magnolia di Milano, i torinesi Madbeat hanno cercato di portare anche nel mondo punk una tipologia di sonorità ben distante dall’ordinario, arrivando a proporre una nuova e personale formula corale e cucendola sul petto di un punk rock che sa essere diretto e sincero, ma che non ha mai disdegnato una certa eleganza rock. È così che nasce The Midnight Souls, progetto che coinvolge Cinzia Tulliani, Giulia Fossat ed Eleonora Dallorto (coro), Stefano Colosimo (tromba), Gabriele Biei (trombone), Simone Garino (sax) e Gianluca Vacha (organo e pianoforte). La genesi di “The Midnight Souls” è da ricercare nei primi mesi del 2025 con l’uscita del singolo “Chiudere gli occhi”, che vedeva la partecipazione dei citati musicisti e riusciva a fondere alla perfezione il suono tipico dei Madbeat con una pluralità di stimoli, di influenze e di sonorità atipiche per il genere, eppure in quel contesto perfettamente amalgamate. Un conto è tuttavia farlo per un singolo, che nasce con la volontà di andare in una certa direzione e viene dunque plasmato per raggiungerla, un altro conto è innestare un organico di ben sette musicisti su un prodotto già fatto e finito, nato e sviluppato senza l’iniziale idea di renderlo qualcos’altro rispetto a ciò che è. Ebbene, ai Madbeat e all’orchestra questo lavoro è riuscito alla grande. Il concerto, aperto da Gab De La Vega, vede protagonisti quasi tutti i brani della discografia dei Madbeat, che per ora conta due full length e una manciata di singoli, con un focus particolare sull’ultima creazione dei ragazzi torinesi, La Ballata Dei Bicchieri Vuoti. In ciascun brano proposto l’orchestra non è solo un vezzo o, peggio, uno specchietto per le allodole, ma è parte fondante dello show, con un intervento degli strumenti aggiuntivi e del coro sempre ben calibrato, presente ma mai invasivo, che accompagna fedelmente la voce di Fix nel corso della performance. In particolare, in un punk rock arioso e melodico come quello dei Madbeat, i ritornelli da cantare a squarciagola vengono valorizzati dall’intervento delle tre voci femminili, così come le strofe acquisiscono una nuova vitalità con il sempre dosato intervento degli strumenti a fiato e del piano. Nella seconda metà del concerto si fa particolarmente apprezzare la presenza di Ted Bee, rapper milanese classe 1988, che ha collaborato con i torinesi nel più che mai attuale brano “I Fiori Della Palestina”, cantato per l’occasione nella sua interezza. Dopo l’intervento di Ted Bee si entra nella parte più calda del live, che vede i brani più significativi della carriera dei Madbeat tenuti ovviamente per ultimi. Il pubblico si scalda e iniziano i primi stage diving, che diventano più massicci sulle ultime due canzoni, “Luci Rosse” e “Notti Punk”. È proprio sulle ultime battute di quest’ultima che Fix si lancia in un volo sul pubblico, in trance agonistica ma sicuramente già consapevole della portata dello show appena concluso.
I Madbeat, con questo Midnight Souls, ci regalano un live che eleva la caratura artistica della band, sia per quanto riguarda il pensiero dietro la costruzione del live stesso, sia per quanto riguarda il coraggio e l’abilità nel perseguirlo. Uno spettacolo di un’ora e mezza in cui il punk rock viene influenzato da quanto di più distante si possa pensare, che sicuramente ha richiesto mesi di preparazione e di impegno. Un plauso ai ragazzi di Torino per aver dimostrato ancora una volta che i confini tra generi musicali non sono altro che barriere mentali nate per essere abbattute e, ovviamente, un grande elogio all’orchestra per aver saputo cogliere l’anima dei Madbeat, averla fatta propria e averla riproposta a tutti noi in una veste nuova e affascinante. Le prime notizie parlavano di un evento “forse” destinato a non ripetersi: mai come oggi speriamo che quel “forse” possa tramutarsi in un “sì, lo rifaremo”.








