I Naxen sono una band black metal originaria di Münster, Germania, che nell’arco dei primi tre anni di attività ha pubblicato la bellezza di 3 EP e 1 full-length, Towards The Tomb Of Times, particolarmente apprezzato da pubblico e critica. Dopo altri tre anni i tedeschi tornano sulla scena con il secondo lavoro di ampio respiro, Descending Into A Deeper Darkness, che prosegue il percorso già intrapreso e ne ripropone l’ormai rodata formula, anche in questo caso senza allontanarsi dai dettami di un black metal di matrice scandinava costellato di sezioni atmosferiche. I tedeschi sfornano un disco di quattro tracce, ciascuna delle quali presenta tematiche ricorrenti e interconnesse. Dal punto di vista contenutistico siamo di fronte ad un disco puramente depressive, in cui emergono come elementi cardine la tragedia della nascita, l’assenza di speranza verso il presente, l’arrendevolezza verso il futuro e verso una vita di dolore e, infine, la morte glorificata come conclusione della sofferenza e annullamento dell’Io. LN, frontman del gruppo e autore dei testi, confeziona a questo proposito quattro gemme nere di rara bellezza, che superano di gran lunga la media del genere di riferimento e, per il tramite di immagini evocative (a tal proposito preme far notare l’amara conclusione di “To Writhe In The Womb Of Night”, in cui una collettività che contempla l’umanità tutta “da una tomba come trono, guarda un altro sole morire” – “And with a tomb for a throne / We watch another sun die”), riflette sul senso del vivere e sulla condanna della condizione umana.
Dal punto di vista strettamente musicale, come anticipato, ci troviamo di fronte ad un atmospheric black piuttosto canonico, che non divaga verso virtuosismi, eclettismo o sperimentazione, elementi poco adatti alla tipologia di messaggio che i tedeschi intendono veicolare, e si concentra piuttosto su una proposta che ricorda parzialmente i Nachtmystium e i Mgla di Exercises in Futility ma, soprattutto, gruppi come Uada e Watain. Il black qui suonato è infatti diretto e privo di orpelli, intervallato da rallentamenti e sezioni più riflessive che preparano il terreno all’assalto sonoro successivo. Particolarmente riuscita è, in questo senso, la corposa “Triumphant Tongue Of A Thousand Swords” che, con il suo incedere marziale, conduce l’ascoltatore verso la conclusione del viaggio.
I Naxen, con quest’ultimo lavoro, si confermano una solida realtà black metal che punta ad una proposta uniforme, sicuramente ben consolidata negli anni e caratterizzata da un songwriting d’eccezione, ma che pecca forse della mancanza di veri e propri momenti emozionali. Riuscire a ritagliarsi, in così poco tempo, uno spazio di tutto rispetto nell’affollatissimo underground europeo non è comunque cosa da poco e, in considerazione delle solide basi sin qui mostrate in carriera, attendiamo fiduciosi la prossima pubblicazione per decretare il definitivo salto di qualità.
(Vendetta Records, 2024)
1. Our Souls Shall Fall Forever
2. To Writhe In The Womb Of Night
3. A Shadow In The Fire – Pt. III (A Life Led By Loss)
4. Triumphant Tongue Of A Thousand Swords