
Laulut tulen ja jään, terza uscita del sestetto di Helsinki, vive nell’incontro (ma, vedremo, in alcuni passaggi del disco anche dello scontro) tra tre componenti. Di certo quella atmospheric/melodic black condita da tanta melodia e qualche svolazzo progressivo, poi l’anima folk che guarda all’ambito viking e pagan e, infine, la componente che più si avvicina al gothic doom di Saturnus e Draconian, anche grazie all’ottima prestazione vocale della cantante Hahtezan (che altri non è che Natalie Koskinen degli Shape of Despair). Il disco, ritorno sulla scena discografica dei Paara dopo otto anni di silenzio, è composto da nove tracce tutte in lingua finlandese, e si presenta come un oggetto sfaccettato, dalla struttura complessa se non addirittura barocca come complesse e barocche sono le singole tracce. Troppo complessa? Forse, ma il discorso va approfondito.
La tracklist è scandita da una precisa alternanza di brani. Le tracce dispari sono pezzi tribali, atmosferici e rituali che a un distratto ascolto potrebbero sembrare dei brevi intermezzi ma che invece si riveleranno delle parti fondamentali e funzionali alla riuscita finale. Le canzoni che occupano i numeri pari della lista, invece, sono molto lunghe (dai 6 minuti e mezzo ai 12 e passa di “Pohjolan”). Analizzando proprio queste ultime, il discorso sembra riprendere le coordinate dei due lavori precedenti, ossia Yön olevainen puoli del 2015 e Riitti del 2018, mostrando però una netta maturazione a livello di esecuzione, composizione e arrangiamento. Di fronte alla scelta se fare un track by track o analizzare l’album nella sua interezza vale la pena seguire la seconda strada perché lo stesso ascolto completo permette di addentrarsi al meglio in Laulut tulen ja jään. Prese una per una, le singole canzoni (diciamo quelle, appunto, che occupano i numeri pari della tracklist) risultano molto complesse e, come menzionato all’inizio, non sempre le varie parti sembrano legarsi nel migliore dei modi. Le canzoni presentano tutte molteplici ispirazioni e influenze anche oltre alle tre componenti di cui sopra. Folate speed-power, tastieroni prog anni Settanta e passaggi acustici che spesso si rifanno al dark folk e al neofolk che però non sembrano integrarsi perfettamente le une con le altre. Certo, si nota una cura maniacale soprattutto nelle parti chitarristiche (anche soliste) e soprattutto nelle voci, con passaggi da growl a scream a pulito e, ovviamente, con una nota di merito in particolare per l’operato di Hahtezan. Oppure, come non menzionare la traccia numero quattro, “Kylmään kylään”, soprattutto per l’epico ritornello che dal vivo manderà in sollucchero molti ascoltatori. Bene quindi l’esecuzione e gli arrangiamenti, meno la composizione in generale. Il discorso però cambia se si prende il disco e si ascolta dall’inizio alla fine, dove appare chiaro il concetto di fondo e l’atmosfera che i finlandesi vogliono far vivere (probabilmente il disco è un concept ma né le note promozionali né i testi in suomen kieli ci permettono di scoprirlo e saperlo). Le tracce “dispari” (che, esclusa “Kutsuu M.A.N.A.”, non superano i tre minuti) sono necessarie per rifiatare e recuperare dagli assalti sonori degli altri pezzi e, se da una parte confermano la bravura dei nostri in sala prove, dall’altra permettono un’immersione totale nel mondo dei Paara.
Un buon ritorno sulla scena, quello dei Paara. Laulut tulen ja jään è un bel lavoro che necessita di un ascolto attento che però riesce a dare soddisfazioni permettendo a chi ascolta di vivere una profonda esperienza in un universo oscuro ma prismatico. Si fanno preferire le parti lente e melodiche agli assalti all’arma bianca che in certi momenti sembrano persino fini a se stessi. La ricchezza del disco appare addirittura eccessiva in qualche momento ma la band riesce comunque a portare a casa un ottimo risultato grazie alla preparazione dei musicisti e alla cura che mettono in tutto ciò che fanno.
(Dusktone, 2026)
1. Tuli
2. Kirveenkantaja
3. Vuorten varjoista
4. Kylmään kylään
5. Kutsuu M.A.N.A.
6. Lapsi päivännäkemätön
7. Pimeyteen
8. Pohjolan
9. Jää


