È inarrestabile Andy Marshall, e a distanza di circa tre anni dal precedente Origins torna con un nuovo lavoro a firma Saor, Amidst the Ruins, secondo lavoro sotto Season of Mist. Siamo al sesto album e la formula continua a rimanere immutata, seppur con piccole variazioni. Si parla ancora di “Caledonian Black Metal“: fuori gli innesti post-black metal (Forgotten Paths e in minima parte Origins), fuori le digressioni NWOBHM (Origins); al loro posto un ritorno alle composizioni lunghe, dilatate inserite in tracklist brevi (Roots e Aura), e una decisa sterzata verso la fiera malinconia veicolata da numerosi inserti strumentali nei quali le soluzioni dal sapore folk/celtico giocano il ruolo da padrone.
Quanto detto sopra potrebbe bastare a riassumere l’ultima fatica degli scozzesi, e in effetti c’è poco altro da aggiungere. Il disco scorre rapido e piacevole nonostante la lunghezza delle singole canzoni, e il merito va ricercato indubbiamente nella felice alternanza di svariati mood che qui trovano una quadra ben definita, con un gradito rimando al pathos originario di Roots, finora, a parer di chi scrive, recuperato solo a tratti. La musica dei Saor deve essere la traduzione in musica della Natura scozzese e della propria storia: cangiante nelle atmosfere, sferzante come freddo vento, in grado di riscaldare con improvvise schiarite di sole. Deve odorare di pioggia ed erba, di sangue e di battaglie se necessario, deve essere fiera del proprio retaggio e suonare battagliera ma al tempo stesso non risultare barocca e teatrale: e Amidst the Ruins riesce nell’impresa, forse meglio di quanto fatto in passato. La valutazione che possiamo (e potete) dare a questo lavoro deve essere calibrata sul piano emotivo di chi ascolta: ormai Marshall ha raggiunto un livello qualitativo ottimo, non è naturale aspettarsi chissà quali innovazioni nelle sue proposte, il gradimento può essere dunque maggiore o minore solo in base alle eventuali piccole variazioni cromatiche che di volta in volta vengono aggiunte alla tavolozza.
Forse un album totalmente acustico potrebbe alternare un po’ il trend e regalarci i Nostri in una veste che finora abbiamo apprezzato solo a sprazzi: un tentativo che, a questo punto, potrebbe essere necessario fare per spezzare un po’ la (qualitativamente ottima, lo ribadiamo) monotonia alla quale i Saor ci hanno abituato.
(Season of Mist, 2025)
1. Amidst the Ruins
2. Echoes of the Ancient Land
3. Glen of Sorrow
4. The Sylvan Embrace
5. Rebirth