
Nero, nero e ancor più nero questo debutto dei catanesi Sehnsucht, formati nel 2021 da Valerio Cimino (a chitarra e voce) e Giancarlo Tuccio (batteria) con l’intento di unire crust e black metal. I nostri si fanno notare l’anno dopo quando, diventati un trio con l’ingresso di Gianluca Buscema alla voce, partecipano alla compilation Discharged vol. 2 – A tribute to Discharge di Time to Kill Records con la propria versione di “Meanwhile”. È del 2024 l’ingresso in pianta stabile della bassista Liliana Teobaldi ed è con questa formazione che i Sehnsucht entrano in studio per registrare l’EP in oggetto, della durata poco inferiore alla mezz’ora.
Sono gli stessi Sehnsucht a darci le coordinate stilistiche dei cinque brani dell’EP citando, come ispirazione, Martyrdöd, Mayhem, Marduk e Young And In The Way e l’opener “Pece” sembra confermare questa direzione, visto che all’interno c’è tutto quello che possiamo immaginare. Dbeat e batteria tupa tupa, voce che alterna scream ad un ben più cavernoso growl, chitarre ribassate e tremolo picking. Al di là della fredda analisi, e la durata dei pezzi poteva già suggerirlo, va registrato che la proposta musicale dei catanesi non è semplicissima come il genere richiederebbe e anzi si nota come le canzoni siano articolate e non solo una mera alternanza di parti crust a sfuriate più tipicamente scandinave. È “Pece” a mostrarcelo, nella quale dopo i lenti accordi aperti à la Tragedy (soprattutto quelli più cupi e quasi gotici) e alla successiva cavalcata hc, i musicisti risolvono il pezzo con un quadratissimo, violento (ma melodico, persino elegante) assalto black che si chiude con un bridge dove arpeggi distorti e doppia cassa ci portano direttamente in Norvegia. “Seme Senza Terra” è il brano più breve e, in questo caso, ci vengono in mente i Sepultura/Cavalera (i due fratelli di Belo Horizonte mai hanno nascosto il proprio amore per il quartetto di Hear Nothing See Nothing Say Nothing). Con “Martire del Vuoto” si superano i sei minuti e i Sehnsucht usano alla perfezione ogni secondo, non sprecando in brevi passaggi la loro fantasia e le loro ottime idee (si fa notare l’ottimo drumming di Tuccio, sempre preciso ma abile nell’inserire passaggi e accenti che rendono variegati e movimentati i pezzi). Interessante l’inserimento di una parte doomeggiante (due delle band dalle quali provengono i singoli musicisti, ossia Forndomth e Torpore, hanno mostrato con le rispettive uscite di saper padroneggiare elementi doom e sludge). Le ultime due canzoni arrivano a sfiorare i sette minuti e questo può solo far piacere. Una chitarra pulita apre “Strazio impuro” (per chi scrive il miglior brano del disco) e, accompagnata dalla straziata voce, ci porta verso una canzone che non può non ricordare le cose migliori uscite dalla mente e dagli strumenti del Conte di Bergen (arpeggio distorto, batteria non velocissima ma marziale – nuovamente Tuccio bravissimo) e interessante è, come su questa base cupa e malata, si vada a inserire un declamatorio ritornello caratterizzato da doppia cassa e cori. Spetta a “Terra Finita” chiudere Il Tempio Di Un Ego Assassino, brano violentissimo introdotto da distorsioni e feedback. Di nuovo la durata del pezzo aiuta la band a sviluppare e giustapporre le varie parti che lo compongono, compresa la parte centrale più pacata e riflessiva ma che, come la band ci ha abituato, viene risolta in modo estremamente intelligente e coerente.
Il Tempio Di Un Ego Assassino è stata una splendida e, sorprendente, scoperta. Nel mare magnum del crust, più o meno metallizzato, più o meno blackened, si rischia di perdersi troppo spesso in band che si attengono meramente al canone senza esprimere personalità e voglia di guardare oltre l’orizzonte. Vuoi per la padronanza allo strumento, vuoi per tanta passione, vuoi per una formazione che funziona alla grande in sala prove e sulle tavole di un palco, qua si respira, male, un’aria pesante e densa che dà quel qualcosa in più che cerchiamo quando ci si appronta al non ancora conosciuto. Nei cinque brani questa atmosfera opprimente stende un velo che rende veramente intrigante la proposta dei quattro catanesi. Devono ancora crescere i Sehnsucht, di sicuro, e c’è la certezza che lo faranno, visti i presupposti brillantemente presentati in questo preziosissimo EP.
(Insane Society Records, Phage Tapes, Throne Of Lies Records, Hidden Beauty Records, Dilapidated Records, Entes Anomicos, Wrong Disk Records, DE•EVO•LU•TION RECORDS, Tifone Crew, Aktiver Ausstand In Plastik, 2025)
1. Pece
2. Seme Senza Terra
3. Martire del Vuoto
4. Strazio Impuro
5. Terra Finita


