Sono passati quattro anni da quando i Suffocate For Fuck Sake diedero alle stampe l’ottimo Fyra, e senza troppo preavviso lo scorso gennaio hanno pubblicato in versione digitale un brano che pare una vera e propria dichiarazioni di intenti per la band. To rest in the trust, that creates the world è una suite divisa in più movimenti che tratta in maniera profonda il susseguirsi delle stagioni come simbolo della forza destabilizzante del tempo.
L’incipit ha un sapore nostalgico che si avvicina al sentire tipico del post-rock con shredding malinconici e aperture che ricordano la musica da camera più austera e anticipano la prima stagione, ovvero l’inverno, con la sua immobilità e l’impossibilità di fare nulla se non attendere. L’incedere è lento e funereo; Il brano, colmo di layer di pianoforte e synth, sfocia nel tipico sound della band fatto dal potente scream di Jonathan e le note a vuoto lasciate da basso e chitarre. Un susseguirsi di intrecci che finiscono ad adagiarsi nelle bellissime parti in cantato clean di Daniel che mai come in questo brano è cruciale per trasmettere un senso di fragilità a chi ascolta. La prima deflagrazione sonora è al minuto sette, in concomitanza con la primavera e passaggio chiave del brano. Il concept è fortemente legato alla tradizione svedese e trae fortissima ispirazione dalla poesia di Karin Boye Ja visst gör det ont che parla di come sia doloroso lo sbocciare delle gemme in primavera, come metafora del cambiamento. E proprio il campionamento presente nel brano è una voce femminile che recita questo poema come a voler rafforzare ancora di più il legame con la traccia. La parte centrale del brano è un susseguirsi di momenti dal forte impatto emotivo che sfociano nel riarrangiamento della canzone “Den blomstertid nu kommer”, in un primo momento solo con il pianoforte, per poi esplodere in una deflagrazione sonora davvero incredibile. Forse da un brano come “Den blomstertid nu kommer” possiamo capire di più il popolo svedese: questa canzone simboleggia la fine della scuola e la gioia per l’inizio dell’estate, così breve e sfuggente. Un qualcosa di prezioso per chi vive a quelle latitudini.
La band è riuscita in soli venti minuti a proporre densi significati e credo per certi versi si sia messa in gioco parlando di cose molto personali e sentite. Il brano, che può considerarsi un EP, è un ascolto obbligato per chi ama post-rock e post-metal dal forte impatto emotivo. Speriamo di non dover attendere altri anni per poter ascoltare qualcosa di nuovo.
(Moment Of Collapse Records, 2025)
1. to rest in the trust, that creates the world